27 settembre 2020
Aggiornato 20:30
Basket

Il futuro di Pallacanestro Biella è nei suoi «figli». O no?

Lunedì la Banca Sella di coach Danna ha schiantato Cantù. Obiettivo ora le finali nazionali, ma soprattutto consacrare il talento di Pollone e compagni

BIELLA - Lunedì 7 marzo 2016 potrebbe diventare una data storica per la Pallacanestro Biella. Uno di quei momenti che segnano il passaggio tra una fase ed un’altra della narrazione di una società e, in un certo senso, di una comunità, che mai come quest’anno ha dimostrato passione e fede per i colori sociali (facile stare vicino ad una squadra che vince...). Mentre tutti eravamo convinti di assistere solo ad una splendida partita giovanile, vinta da un pugno di ragazzini di talento, molto probabilmente, stavamo infatti assistendo alla consacrazione di cinque o sei futuri giocatori professionisti. Ragazzi di oggi che quasi certamente diventeranno gli uomini di domani di qualche club di prestigio.

Il punto
Il vero lavoro di coach Federico Danna, infatti, non è battere la fortissima Cantù, arrivare alle finali nazionali Under 20 o vincere lo Scudetto di categoria. Obiettivi legittimi e più o meno alla portata della squadra rossoblù, bensì formare atleti di valore. Così come è stato fatto con Tommaso Raspino, Nicolò De Vico, Eric Lombardi e altri giovani che oggi si guadagnano da vivere in giro per l’Italia dei canestri (Uglietti e Raucci, per citare due tra i molti). Secondo molti osservatori infatti Luca Pollone e compagni rappresentano una generazione altrettanto forte rispetto a quella dei ragazzi terribili sopracitati, protagonisti nella conquista della Coppa Italia vinta (dai giocatori...) dalla Pallacanestro Biella due stagioni fa.

Quale futuro?
Giusto quindi applaudire una vittoria contro gli imbattuti canturitini (cui però mancavano due titolari molto forti) ma è necessario fare una riflessione. E cioè: cosa vuole fare la Pallacanestro Biella di questo manipolo di giovani affamati di successi e di successo? Oramai la stagione in corso è segnata: obiettivo salvarsi, speranza raggiungere per il terzo anno di fila i play-off promozione che Infante e compagni meritano ampiamente. Ma l’anno prossimo, che squadra vedremo al Forum? A nostro avviso Pollone, Wheatle, Mamukelashvili, Rattalino (che è di Casale) e Massone meritano un posto in rosa nella prima squadra dell'ottimo coach Carrea. Il valore del campionato è infatti talmente livellato verso il basso che avere in casa giovani così e non concedere loro fiducia, dopo aver investito soldi e risorse per farli sbocciare, rappresenta una vera follia. Anche perché vista la costante ricerca di sponsor (territoriali, con Banca Sella si è al rinnovo), quale biglietto da visita migliore di poter mettere in mostra una squadra con giocatori cresciuti sotto il Mucrone?