29 settembre 2020
Aggiornato 22:00
Eventi

#BeLikeHenri: Biella e l'Italia si immedesimano in Henri Cartier-Bresson

Un hashtag che sta popolando il web con le foto di scene quotidiane in bianco e nero nello stile del fotografo protagonista della mostra a Palazzo Gromo Losa

BIELLA – C'è fermento per l'imminente apertura della mostra dedicata al grande fotografo Henri Cartier-Bresson in programma da domenica 20 marzo a domenica 15 maggio 2016 nei suggestivi spazi di Palazzo Gromo Losa.

#BeLikeHenri
L'interesse di biellesi e non si respira anche dal successo della campagna lanciata sui social network sotto l'hashtag #BeLikeHenri. «Il concetto è molto semplice - ci spiegano gli ideatori Socializers – abbiamo chiesto a tutti gli appassionati di fotografia e ai curiosi di immedesimarsi nello stile fotografico di Henri Cartier-Bresson, puntando sugli scatti di vita quotidiana e di strada oppure paesaggi urbani, rigorosamente in bianco e nero da pubblicare sui propri profili Instagram e Facebook al grido di #BeLikeHenri». Il web ha risposto molto bene e le bacheche hanno iniziato a popolarsi di scatti in bianco e nero, riproposte anche dall'account Instagram della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella creato per l'occasione.

La mostra
La mostra presentata da Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e Fondazione Pierre Gianadda, riunisce un insieme eccezionale di fotografie che costituisce una raccolta sorprendente, ricca e complessa, nonché la più consistente di opere di Cartier-Bresson in mani private. Si tratta di 226 stampe ai sali d’argento donate nel corso degli anni da Henri Cartier-Bresson all’artista suo amico Sam Szafran. Entrambi erano a loro volta amici di Léonard Gianadda, alla cui Fondazione Szafran e la moglie decisero di donare la collezione dopo la scomparsa del fotografo. La mostra porta in Italia 150 stampe originali delle oltre 200 appartenenti a questa incredibile raccolta di immagini in bianco e nero.

Il fotografo che cattura la realtà
Henri Cartier-Bresson è stato un artista fondamentale per la storia della fotografia. Tra i fondatori dell’Agenzia Magnum, fu inventore del reportage contemporaneo e dello stile fotografico detto candid, caratterizzato dalla mancanza di messa in posa dei soggetti. Le sue opere catturano la realtà nel suo momento decisivo, espressione che sarà anche il titolo del suo libro più celebre, pubblicato nel 1952: un portfolio di 126 foto, con la copertina disegnata da Henri Matisse. La fotografia era per Cartier-Bresson il riconoscimento in una frazione di secondo del significato di un evento, il momento che l’artista deve saper cogliere prima che sia perso per sempre. Dietro l’eleganza compositiva delle immagini di Henri Cartier-Bresson non c’è infatti nulla di studiato: il suo era un approccio documentario, ma è una documentazione istantanea e istintiva, possibile solo se il fotografo, a sua volta coinvolto nella scena che intende catturare, mette sulla stessa linea di mira la testa, l’occhio e il cuore, come amava dire il fotografo francese.Gli scatti rigorosamente in bianco e nero di Cartier-Bresson ritraggono spesso scene quotidiane, rivelando la sua ossessione per la rappresentazione della vita e il suo desiderio di non influenzare in alcun modo il soggetto con la sua presenza. Usava una Leica 35 mm con lenti 50 mm, resa meno appariscente colorando di nero le parti cromate della macchina. Sceglieva obiettivi naturali, simili alla percezione visiva umana, non amava il flash o le didascalie, stampava integralmente il negativo senza alcuna manipolazione nella camera oscura e non esitava a usare immagini mosse o sfocate.