30 settembre 2020
Aggiornato 00:00
Politica

E' nato il «Comitato Biellese STOP Trivelle»

A riunirsi per la costituzione del gruppo, tanti rappresentanti di associazioni e movimenti locali che hanno cura della salvaguardia di ambiente e territori

BIELLA – La settimana scorsa è stato costituito il «Comitato Biellese STOP Trivelle». A farne parte molte persone, la maggior parte anche in rappresentanza di associazioni locali, movimenti e partiti: Arci, Coalizione Sociale, Comitato NO Piro, Emergency, Istanza Popolare, Legambiente, Libera, Lipu, Movimento 5 Stelle, Possibile, Rifondazione Comunista, Sel, Slowfood, WWF. Altri gruppi, i cui rappresentanti erano presenti aderendo singolarmente, sono in attesa di deliberare la loro partecipazione. I cittadini che volessero far parte del comitato, o essere aggiornati sulle iniziative ed eventi promossi o semplicemente informarsi a livello generale sul referendum potranno visitare la pagina  Facebook. o contattare via mail il gruppo: biellatrivella@googlegroups.com.

Perchè votare si secondo il comitato
Ecco le motivazioni per le quali, diramate dal comitato, secondo le quali si debba votare si al referendum anti trivelle del 17 aprile:
- Non ha senso proseguire sulla strada delle trivellazioni: il nostro futuro e quello dei nostri figli va difeso attraverso l'affermazione delle energie rinnovabili. Le risorse fossili sono limitate e il loro sfruttamento è alla base degli sconvolgimenti climatici. Alla conferenza ONU sul clima a Parigi sono stati presi impegni storici a tal fine.
- Le risorse come la pesca e il turismo vengono messe in pericolo dalle attività di estrazione in mare. La bellezza delle nostre coste è la vera risorsa inesauribile da preservare come fonte di ricchezza e benessere.
- I benefici delle estrazioni sono di gran lunga inferiori ai possibili danni di un disastro ambientale. In un mare chiuso come il nostro, i danni sarebbero permanenti ed irreversibili. Lo conferma l’incidente del 2010 alla piattaforma Deepwater Horizon nel golfo del Messico.
- I benefici economici sono marcatamente a vantaggio delle compagnie petrolifere, alle quali il Governo italiano applica le royalties più basse al mondo sui diritti di estrazione.
- Affermiamo il nostro diritto di scelta come cittadini, riappropriandoci della democrazia, anche in risposta al boicottaggio del Governo che non informa sul referendum arrivando a sprecare 350 milioni di euro per non averlo accorpato alle elezioni amministrative.

Il referendum
Il 17 aprile si voterà sulle trivelle. Il referendum è stato voluto da 9 Regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) preoccupate per le conseguenze ambientali e per i contraccolpi sul turismo di un maggiore sfruttamento degli idrocarburi. Non propone un alt immediato né generalizzato. Chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Come è accaduto per altri referendum, il quesito appare di portata limitata ma il significato della consultazione popolare è più ampio: in gioco ci sono il rapporto tra energia e territorio, il ruolo dei combustibili fossili, il futuro del referendum come strumento di democrazia. La domanda che si troverà stampata sulle schede è «Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c'è ancora gas o petrolio?». Dunque chi vuole eliminare le trivelle dai mari italiani deve votare sì, chi vuole che le trivelle restino senza una scadenza deve votare no.