16 dicembre 2018
Aggiornato 16:00

In città i senza fissa dimora (ufficialmente) sono 86

La giunta comunale s'ispira a Lucio Battisti e così grazie ad una delibera ora sui documenti sarà indicata via Giardini di Marzo
Immagine d'archivio
Immagine d'archivio (Shutterstock.com)

BIELLA - Tutti, secondo la legge, devono essere iscritti all'anagrafe nel Comune in cui sono residenti o là dove hanno eletto il proprio domicilio, anche nel caso in cui  un domicilio vero e proprio non esista. A Biella, fino a oggi, esisteva una via fittizia, denominata «via senza fissa dimora», al cui numero 1 venivano registrate le persone che – appunto – non hanno una casa abituale. Una delibera della giunta ha cambiato il nome alla «via che non c'è»: da lunedì 21 marzo si chiama «via Giardini di Marzo» e così comparirà sui documenti delle 86 persone iscritte all'anagrafe cittadina come senza fissa dimora.

Parla l'assessore
«Si tratta, nella maggior parte dei casi, di donne e uomini con percorsi di vita difficili - spiega Fulvia Zago, l'assessore che si occupa anche della toponomastica cittadina -. Il vecchio nome della via suonava come uno stigma, quasi la fine di un percorso. Abbiamo pensato, visto che la legge ce lo consente, a un nome che invece simboleggiasse un nuovo inizio e che non fosse legato alla realtà o a personaggi, dettaglio che avrebbe reso più lungo l'iter». E così, con la complicità di Lucio Battisti e di una sua vecchia e nota canzone, ecco il riferimento alla primavera e alla natura che rinasce. «Speriamo che sia di buon auspicio - sorride Fulvia Zago - nel momento in cui dovranno mostrare i loro documenti, magari per cercare un nuovo lavoro».