11 luglio 2020
Aggiornato 11:30
Inchiesta

«Glifosato il veleno nascosto»: a Brusnengo i dati più alti d'Italia

Inchiesta del mensile «Il Test-Salvagente» che ha analizzato le acque di 26 comuni dello Stivale a caccia del pesticida, dannoso per la salute e potenziale cancerogeno. Nel comune biellese sono stati trovati 4,6 mcg/litro di Ampa, un derivato del prodotto chimico utilizzato in agricoltura.
Acqua potabile contaminata
Acqua potabile contaminata Shutterstock

BRUSNENGO – «Glifosato il veleno nascosto (ma non troppo)»: questa la copertina del mensile Test-Salvagente, che ha lanciato un allarme che vede coinvolto il comune di Brusnengo. L'acqua potabile del paese biellese è risultata la più contaminata da Ampa, un derivato del pesticida glifosato. In particolare a Brusnengo è stato riscontrato un valore di 4,6 mcg/litro, al di sopra dei limiti di legge.

Dati preoccupanti
Fra i 26 comuni monitorati da questa ricerca indipendente è emerso che solo un altra località ha sforato i limiti Ampa per la sicurezza della salute umana, Campogalliano, nel modenese, con 2,3 mcg/litro. In entrambi i casi la situazione è preoccupante, ha spiegato a Test Giovanni Dinelli, professore di Agronomia e culture erbacee all’Università di Bologna perché i «campioni sono stati raccolti all’inizio di marzo, momento dell’anno in cui è più difficile riscontrare tracce di questa molecola che, tuttavia, è sempre di difficile ricognizione e non tutti i laboratori sono in grado di riuscirci». Inoltre ha sottolineato il professore: «Se si moltiplicano i 4,6 mcg/litro di Brusnengo e i 2,3 mcg/litro di Campogalliano per tutte le migliaia di litri di acqua in uscita da un acquedotto, i numeri diventano sorprendenti».

Il glifosato e la salute
Il glifosato, così come i suoi derivati, sono utilizzati in agricoltura come erbicidi. Da anni la comunità scientifica si sta interrogando sulla loro pericolosità per la salute umana. Nel 2015 l'Agenzia per la Ricerca sul Cancro (Agency for Research on Cancer – IARC), branchia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che si occupa dell’ambito oncologico ha inserito il glifosato fra le sostanze «probabilmente cancerogene», la classe 2A in particolare per quanto riguarda il linfoma non-Hodgkin. Studi precedenti hanno dimostrato che l’esposizione ai pesticidi era risultata correlata a un aumento dei casi di leucemie infantili e malattie neurodegenerative, Parkinson in testa. Inoltre sono stati osservati casi di diminuzione del numero di spermatozooi ed il glifosato è il pesticida tra i più segnalati per i casi di avvelenamento accidentale.