28 marzo 2020
Aggiornato 10:00
Inchiesta 3

Glifosato a Brusnengo: da dove viene l'acqua potabile

Alessandro Iacopino, direttore del gestore servizi Sii, ci spiega che l'acquedotto del paese è alimentato con riserve idriche di quota e che quindi la presenza del pesticida è difficilmente riconducibile all'attività agricola.

BIELLA - Allarme glifosato per l'acquedotto di Brusnengo? Difficile perché nonostante il paese sia immerso nelle risaie, e quindi esposto alla contaminazione di pesticidi, l'acqua che esce dai rubinetti non viene estratta quasi mai in loco. Anzi gli abitanti della località del Biellese orientale hanno a loro disposizione acqua di fonte o quasi, raccolta dalla presa di Puntarossa, sopra a Postula.

A Brusnengo non viene estratta acqua
A spiegarlo al Diario di Biella Alessandro Iacopino, direttore della Sii che fornisce i servizi idrici a diversi comuni fra Biellese e Vercellese: «A Brusnengo c'è un solo pozzo, detto Faro, che utilizziamo solo in caso di siccità e non mi risulta sia stato attivato da tempo. L'acqua di Puntarossa alimenta anche Curino, Sostegno, Crevacuore, Villadelbosco e Roasio». Sui dati forniti dal mensile Test-Il Salvagente, che ha segnalato 4,6 mcg/litro di derivati da glifosati a Brusnengo, valori superiore ai limiti di legge, Iacopino ha commentato: «Noi controlliamo costantemente la qualità delle nostre acque. Quel particolare parametro solitamente non lo registriamo perché non è richiesto per legge. Detto questo sono curioso di capire chi e come ha fatto questa analisi indipendente. Nel caso sia attendibile, ci attiveremo con Asl e tutti gli organismi competenti per tutelare la salute dei cittadini». La contaminazione da pesticidi infatti è un fenomeno già monitorato, affrontato e risolto dalla Sii nel Vercellese, che vista la vocazione agricola di quel territorio analizza la presenza di glifosati e similari nelle tubature e nel caso di valori sopra i limiti interviene con operazioni di filtraggio, ha concluso Iacopino.