28 marzo 2020
Aggiornato 10:30
Inchiesta 4

Il sindaco di Brusnengo: «Bevo l'acqua del rubinetto, ma non davanti a una telecamera»

Dopo l'allarme di contaminazione da glifosato per l'acquedotto del paese, il primo cittadino Fabrizio Bertolino annuncia controanalisi da parte dell'Asl. «Operazione poco trasparente, non siamo mai stati coinvolti, forse qualcuno vuole attaccarmi?»

BRUSNENGO - Allarme glifosato nelle acque potabili di Brusnengo: abbiamo intervistato il sindaco. Fabrizio Bertolino che ci ha spiegato cosa ne pensa dell'intera faccenda, in breve «un complotto politico».

Sindaco, per tranquillizzare tutti, lei la continua a bere l'acqua del rubinetto?
«Certamente, non ho nessun problema a farlo».

E' disposto a farlo pubblicamente, davanti alla telecamera del Diario di Biella?
«Quello no. Lo farò non appena avrò dati certi alla mano. A quel punto ci berremo anche un bicchiere dell'ottimo vino prodotto in paese».

Sono state disposte delle contro-analisi quindi?
«Ho dato disposizione che la questione venga seguita dall'Asl. Abbiamo contattato l'azienda sanitaria di Biella, chiedendo che vengano analizzati campioni idrici presi da più punti in paese».

Che tempi ci vorranno?
«Domani mattina avrò un primo riscontro da parte dell'Asl».

Nel frattempo, cosa dire ai suoi concittadini?
«Di non allarmarsi. Come ha spiegato Alessandro Iacopino, direttore della Sii che gestisce l'acquedotto di Brusnengo, l'acqua in paese arriva dall'alto. La presa è in quota, non in zona agricola. Il glifosato è un pesticida che viene utilizzato nei campi, quindi pompassimo l'acqua da un pozzo in paese potrei anche capirne la presenza, ma in montagna non lo si trova perché semplicemente nessun lo usa».

In paese però c'è una presa dell'acquedotto, potrebbe venire da lì la possibile contaminazione?
«Sì, il pozzo Faro è in paese e ho chiesto esplicitamente che venga inserito nei punti che l'Asl dovrà monitorare».

Che idea si è fatto della vicenda?
«Temo che qualcuno più che fare del bene voglia attaccare il sottoscritto, portando discredito su tutto il territorio. L'operazione è stata poco trasparente: non ci hanno avvertito della campionatura dell'acqua, io avrei proposto una mappatura dell'intero comune, e quindi temo che sia più una guerra al sindaco più che una battaglia ambientalista. La mia amministrazione da tempo ha fatto e sta organizzando manifestazioni, eventi e incontri per attrarre turisti e imprenditori a Brusnengo. Questa è pubblicità che non ci piace, ma se è stata fatta in mala fede qulacno ne pagherà le conseguenze, anche penali».