28 marzo 2020
Aggiornato 09:30
Inchiesta 5

Brusnengo: l'acqua contaminata presa da casa a 200 metri dal Municipio

Il Diario di Biella ha scoperto chi e dove è stato prelevato il campione contaminato e ha chiesto a chi ha svolto le analisi se ci possono essere stati degli errori.

BRUSNENGO – Allarme glifosato nell'acqua potabile di Brusnengo, dove da una ricerca indipendente è emersa la presenza di Ampa, un derivato del glifosato, ben superiori ai limiti di legge: 4,6 mcg/litro contro gli 0,5 previsti dalle norme per la protezione della salute umana. Il Diario di Biella ha scoperto chi ha prelevato il campione contaminato e ha chiesto a chi ha svolto le analisi se ci possono essere stati degli errori.

L'acqua prelevata da un rubinetto di una casa vicina al Municipio
Il campione d'acqua proveniente da Brusnengo è stato prelevato da un volontario del Movimento consumatori, da un'abitazione privata a meno di 300 metri del Municipio. Chi lo ha preso ha riempito una bottiglietta d'acqua dal rubinetto della cucina, della casa che si trova a sud del comune. Di più non possiamo dire in quanto ci è stato chiesto di tutelare la privacy del volontario.

Chi ha fatto le analisi
I 26 campioni d'acqua raccolti dal Movimento consumatori tra Piemonte, Emilia Romagna e Campania sono stati inviati al laboratorio di Latina del Parco Scientifico e Tecnologico del Lazio Meridionale (Palmer), accreditato da Accredia. I loro tecnici hanno spiegato al Diario di Biella di aver ricevuto e analizzato i campioni, contenuti in bottigliette d'acqua di plastica, non di averli raccolti direttamente. Per quanto riguarda la fase di prelievo, questa è stata fatta in completa autonomia dai volontari, senza seguire indicazioni specifiche.

I dubbi
La presenza di pesticidi nell'acqua potabile di Brusnengo ha sollevato perplessità, sia da parte del sindaco Fabrizio Bertolino, che comunque ha chiesto all'Asl delle controanalisi, sia da parte del gestore dell'acquedotto, la Sii. Il paese infatti riceve le proprie risorse idriche da Puntarossa, sopra a Postula, zona che non è coltivata e dove quindi è improbabile trovare tracce di pesticidi. La Palmer dal canto suo non ha escluso in un primo momento che ci possa essere stato uno scambio di provette, ma dopo una verifica della procedura tale possibilità è stata esclusa dalla direttrice del laboratorio di Latina, Manuela Pintore. Altra ipotesi è che l'abitazione in questione peschi acqua da un pozzo privato: in quel caso, come ha spiegato il direttore dell'Arpa locale, Bruno Barbera, la contaminazione da pesticidi non stupirebbe nessuno in quanto il paese è immerso in un territorio a forte vocazione agricola. Infine potrebbe essere stata utilizzata una bottiglietta già contaminata per altre ragioni; il prelievo infatti è stato fatto da volontari che non hanno seguito direttive specifiche.