22 novembre 2019
Aggiornato 16:00
Il caso

La Diocesi fa marcia indietro su don Albertini: «Il giudizio resta aperto...»

Don Gianni Sacchi in un'intervista al bisettimanale cattolico il Biellese corregge il tiro dopo il comunicato dei giorni scorsi: «Sulle azioni di cui è stato accusato don Albertini resta però aperto il giudizio all'interno della Chiesa e soprattutto quello davanti a Dio».

BIELLA - La Curia fa un passo indietro rispetto alla vicenda del prete pedofilo che tanto sta facendo discutere nel Biellese. Si tratta di don Piergiorgio Albertini, condannato nel 2013 per reati commessi in Brasile nel 1993. Reati che hanno portato ad una condanna ma non ad una pena, perché nel frattempo era caduta in prescrizione secondo le leggi brasiliane la possibilità di mettere il sacerdote dietro le sbarre. Sacerdote che si trova ospite da qualche tempo nel Biellese, in una struttura adiacente il santuario della Brughiera a Trivero (il Castagneto). Oggi in un'intervista al bisettimanale della Diocesi, il Biellese, il vicario generale monsignor Gianni Sacchi ritorna sull'argomento, dopo il comunicato dei giorni scorsi, che sosteneva la totale innocenza del sacerdote e parlava di calunnie e disinformazione dopo quanto scritto dal giornale locale La Nuova Provincia, e rriconosce le responsabile del sacerdote (nato in Svizzera ma di origini biellesi, ha una sorella a Portula).

Parla don Sacchi
«Quando è stato diffuso il nostro comunicato - racconta monsignor Sacchi al direttore del giornale cattolico - eravamo in possesso delle informazioni in esso contenute, ovvero che don Piergiorgio Albertini era stato assolto. Solo dopo siamo venuti in possesso della sentenza d'appello del Tribunale (che conferma la condanna nei confronti del sacerdote). Dal punto di vista giudiziario la vicenda è conclusa perché la prescrizione ha estinto la pena. Sulle azioni di cui è stato accusato don Albertini resta però aperto il giudizio all'interno della Chiesa e soprattutto quello davanti a Dio».

I fatti
La vicenda è venuta a galla dopo quanto scritto dal sacerdote Andrea Giordano, che ha un sito Internet, e il blog di Daniele Gamba, che chiamavano in causa il vescovo Gabriele Mana e chiedevano spiegazioni sulla presenza di Albertini nella Diocesi biellese. Per le cronache brasiliane don Piergiorgio Albertini, conosciuto dagli indigeni come padre George, è stato il primo sacerdote condannato per pedofilia nella storia giudiziaria dell’Amazzonia. Residente nel comune di Borba dov’era stato inviato in missione, secondo quanto stabilito dal giustizia sudamericana l’uomo avrebbe approfittato sessualmente di una bambina. Ci sarebbero state violenze anche nei confronti di altri minori, episodi avvenuti, come hanno accertato le indagini della polizia brasiliana, nel rettorato di Cristo Re, sempre a Borba, situata a 150 chilometri dalla capitale dell’Amazzonia, Manaus.