18 agosto 2018
Aggiornato 00:30

Biblioteca, il nome (pare) può attendere

L'amministrazione comunale è intenzionata a non legare a nessuna personalità la nuova struttura. In rete però spunta il nome di Tavo Burat

BIELLA - L'intitolazione della nuova biblioteca può attendere. Sembra questo l'orientamento dell'amministrazione comunale, dopo le polemiche politiche delle scorse settimane. La più importante opera pubblica realizzata nel territorio in questi anni, costata milioni di euro, inaugurata da pochissimo, aveva infatti diviso centrodestra e centrosinistra. Ad alimentare lo scontro, anche, una strana dichiarazione del noto presentatore televisivo Maurizio Costanzo contro il sindaco Marco Cavicchioli, accusato (assurdamente) di non conoscere la poetessa Alda Merini a cui qualcuno voleva dedicate la nuova biblioteca.

Il punto
Ora pare che la giunta comunale voglia prendere tempo, anche in ragione del fatto che la vecchia biblioteca ha vissuto (benissimo) per ottant'anni senza avere un nome. Quindi dirigenti e amministratori paiono proprio intenzionati ad aspettare, almeno qualche anno. Il tempo per capire quanti utenti frequentano lo splendido spazio di piazza Curiel, per poi decidere sul da farsi.

Le tappe
La ristrutturazione e la realizzazione dell'edificio di epoca fascista era stata pensata e portata avanti dalla precedente giunta di Dino Gentile, con fondi europei, grazie all'impegno dell'allora assessore alla cultura Andrea Delmastro. In un primo tempo, da ambienti vicini al sindaco, era parso che il nome della nuova biblioteca potesse cadere su un partigiano, notizia che aveva alimentato le polemiche. Ora invece regna un clima d'attesa. Su Internet però la discussione impazza. Il giornalista Andrea Guasco Forzani, proprio ieri, ha proposto il nome di Tavo Burat, scomparso qualche anno fa, figura storica del Biellese per i suoi studi (su frà Dolcino, il dialetto e la cultura popolare) e l'impegno ambientalista (militò nei Verdi).