26 luglio 2021
Aggiornato 21:00
Ambiente

La discarica di Cavaglià raddoppia ma 11 comuni non ci stanno

Approvato durante l'assemblea Cosrab l'ampliamento del sito ma molti sindaci contestano l'eccessiva pressione ambientale sul territorio

BIELLA – Si è tenuta ieri pomeriggio a Città Studi l'assemblea consorziale di Cosrab, il Consorzio dei Comuni per lo smaltimento rifiuti del territorio biellese per decidere il futuro dello smaltimento dei rifiuti della povincia. In questa sede l'assemblea ha dato via libera all'ampliamento della discarica di Cavaglià.

11 i comuni che hanno detto no
Una decisione arrivata in extremis visto che il 16 giugno in Provincia verrà riunita la conferenza dei servizi sul progetto presentato da Asrab e Cosrab darà parere favorevole. Un acceso dibattito, che ha diviso i sindaci, ha fatto approdare alla decisione finale. Voti decisivi sono stati quelli di Biella e di Cossato. Undici i comuni cha hanno dato parere contrario all'ampliamento: Mongrando, Borriana, Ponderano, Viverone, Candelo, Salussola, Massazza, Verrone, Benna, Cavaglià e Rosazza. Cinque gli astenuti: Mottalciata, Tavigliano, Occhieppo Inferiore, Muzzano, Graglia. Mentre Andorno, Curino, Occhieppo Superiore e Piatto sono usciti dall’aula prima del voto.

Cavicchioli: «Una scelta di responsabilità»
Il sindaco di Biella Marco Cavicchioli riguardo l'approvazione parla di scelta di responsabilità. La soluzione di trasportare i rifiuti a Torino avrebbe semplicemente posticipato il problema più avanti ed i costi di trasporto avrebbero comportato aumenti sulla tassa rifiuti stimati tra l'8 e il 10%. L'ampliamento della discarica già esistente a Cavaglià garantirebbe al territorio un'autonomia di sette anni che potrebbero anche essere di più con l'aumento della percentuale della raccolta differenziata.

Chi non ci sta
Giancarlo Borsoi sindaco di Cavaglià invece non ci sta. Il primo cittadino pensa che dall'ampliamento derivi un'eccessiva pressione ambientale sul territorio già costellato di discariche. Dello stesso avviso Tony Filoni, sinadaco di Mongrando che parla di vent'anni di scelte politiche sbagliate che faranno ora scontare il debito ai cittadini.