22 settembre 2021
Aggiornato 07:30
Cronaca

Guardia di Finanza: scoperto un giro di fatture false di 30 milioni di euro

Si chiama «Ghost Wool» l'operazione dei militari dell'arma che ha permesso di portare alla luce gli illeciti di quattro società biellesi

BIELLA - I militari della Guardia di Finanza di Biella hanno scoperto un meccanismo fraudolento, noto come «frode carosello», attuato da quattro società biellesi coadiuvate da altri soggetti operanti su tutto il territorio nazionale nel settore del commercio di filati e di servizi di autotrasporto. cinque i soggetti segnalati all’autorità giudiziaria.

Fitti rapporti commerciali per evadere
I finanzieri, nell’ambito di un controllo fiscale eseguito nei confronti di società con sede nel biellese, hanno rilevato rapporti commerciali atipici tra la stessa ed altre aziende dello stesso settore, su tutto il territorio nazionale. Da qui ha preso il via l’operazione «Ghost Wool» che ha fatto emergere un complesso sistema di rapporti commerciali tra imprese nazionali e straniere (in ambito comunitario), finalizzato all’evasione delle imposte sui redditi delle società e dell’Iva mediante l’utilizzo e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Un intricato giro di fatture
Le attività investigative hanno richiesto un minuzioso approfondimento e una meticolosa ricostruzione di ogni singola operazione di compravendita documentata, sovrapponendo i dati delle fatture con le risultanze dei controlli incrociati e delle banche dati in uso al Corpo. Inoltre, gli approfondimenti d’indagine di altri reparti della Guardia di Finanza e la collaborazione delle agenzie fiscali di paesi esteri, hanno consentito ai militari di smascherare la frode fiscale, realizzata grazie ad un giro vorticoso di fatture per operazioni inesistenti emesse da società aventi la propria sede anche al di fuori della provincia, in alcuni casi dedite esclusivamente all’emissione di fatture false.

30 milioni di fatture false e 6,8 di evasione dell'Iva
Le attività eseguite hanno consentito, nonostante l’occultamento in alcuni casi della documentazione contabile, di ricostruire un giro di fatture false per oltre 30 milioni di euro nella maggior parte dei casi destinate sia a creare costi fittizi per le società utilizzatrici (in modo da abbassare i ricavi sui quali calcolare le imposte) che per evadere l’Iva per 6,8 milioni di euro. Cinque i soggetti segnalati all'autorità giudiziaria, responsabili dei reati di emissione ed utilizzo fatture per operazioni inesistenti, nonché per occultamento e distruzione di documentazione contabile.