19 ottobre 2017
Aggiornato 09:00
Da venerdì 1 luglio

Nuovo Ospedale: un'opera d'arte con i farmaci chemioterapici

Si chiama «Chemiocreatico outside» ed è l'opera di Rosita Cupertino che dal 1 luglio sarà esposta nell'atrio dell'Ospedale di Ponderano: «È l’essenza dell’arte partecipata. Nell'arte concettuale l'elemento più importante è l'idea che sta dietro l'opera».

Un'immagine della performance degli studenti che si terrà venerdì 1 luglio (© Diario di Biella)

BIELLA - Venerdi 1 luglio alle 11 presso l’atrio dell’Ospedale di Ponderano sarà esposta l’opera «Chemiocreatico outside» installazione di Rosita Cupertino, artista e designer di interni biellese. L’opera è realizzata con migliaia di tappi dei farmaci chemioterapici.

Il farmaco diventa colore
Sono tappi di farmaci, ma sono tutti diversi e coloratissimi: si va dall’arancione, al rosa, al marrone, al nero, all’azzurro, al giallo, al rosso. un arcobaleno di tinte che, nonostante la complessità del mondo che essi evocano, accende l’estro e la passione di Rosita che da quel momento non riesce più a fare a meno di tutto quel colore. Colore che presto prende forma e si definisce. Ma da dove iniziare per dare sostanza al colore? Si parte da una termografia, un esame strumentale utile per identificare la formazione tumorale. Un caso anonimo in mezzo a tanti altri che diventa la base. Ed è seguendo i colori e le demarcazioni delle radiazioni elettromagnetiche infrarosse che sono nate le opere precedenti: Chemiocreatico - con 10000 tappi collezionati dal 2011 al 2012 Chemiocreatico Inside, con la raccolta del 2013.

Arte partecipata che scuote le coscienze
«È l’essenza dell’arte partecipata. Nell'arte concettuale - sottolinea Rosita Cupertino - l'elemento più importante è l'idea che sta dietro l'opera, piuttosto che l'abilità tecnica della sua esecuzione e il mio fare artistico è solo un pretesto per portare avanti le nostre battaglie». Opere che puntano a scuotere le coscienze, dunque, perché, come diceva Edgar Degas: «L’arte non è ciò che si vede, ma ciò che consente agli altri di vedere». In questi lavori vi è tutta la voglia di «liberare la libertà» altrui. Così uno scarto ospedaliero, sublimato, cambia ruolo e diventa protagonista. Il tappo usato è vivo, è prova indelebile di un periodo storico minato dal male nero, è strumento di riflessione, è indagine, è verità e bugie. Chemiocreatico diventa un passaparola e sta coinvolgendo molti poli oncologici italiani. L’arte, che è capace di dare forza ed esaltare l’ispirazione, trova in Chemiocreatico tutta la sua essenza. Venerdì 1 luglio, alle ore 11, presso l’atrio del l'Ospedale di Biella saranno presentati al pubblico le due prime opere realizzate con la stessa tecnica da Rosita Cupertino e donate all’Ospedale.

La performance di presentazione
All’incontro, insieme all’artista, saranno presenti il direttore generale Gianni Bonelli e il direttore del reparto di oncologia, dott. Mario Alberto Clerico. La presentazione sarà anticipata da una breve performance realizzata dai ragazzi dell’IIS e curata dall’associazione Sinergia. La performance che deporrà nell’atrio dell’ospedale la prima parte dell’installazione che ha un diametro di m.5 circa, come fine ultimo quello di condividere con il territorio questo percorso creativo avvicinando i ragazzi ad un diverso linguaggio espressivo.

Il progetto scuola-lavoro guidato dall'artista
Giovedì 23 giugno è iniziato il progetto di alternanza scuola-lavoro proposto dall’associazione culturale di volontariato Sinergia ai ragazzi dell’Istituto IIS Q. Sella di Biella . Hanno aderito 40 ragazzi delle classi terze LSSA che, ad Occhieppo Superiore, presso la sede della Cuperfrigor, per tutto il mese di luglio, affiancati da Rosita Cupertino e da Annachiara Sarteur, realizzeranno i pannelli che andranno a completare.