18 dicembre 2018
Aggiornato 19:00

Coach Carrea in Zambia per aiutare i ragazzi di strada

L'allenatore di Angelico Biella sta lavorando a Ndola con il progetto Slums Dunk per la creazione di una Basketball Academy. La terza dopo quelle in Kenya a Mathare e Kisumu

BIELLA – Un'altra bella sfida per Michele Carrea che con il progetto Slums Dunk, che prende il nome da una fusione tra «slum», baraccopoli, e «slam dunk», schiacciata, sta lavorando in Zambia a Ndola, citta di 400mila abitanti a una ventina di chilometri dalla Repubblica Democratica del Congo, insieme ad altri big della pallacanestro con l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita dei bambini di aree degradate, costruendo campi da basket dove prima c’era solo fango e insegnando il basket alle persone del luogo.

Una settima di intenso lavoro
Con il coach di Angelico Biella in Zambia, Bruno Cerella, che dopo il suo secondo scudetto a Milano e la convocazione in azzurro si è rituffato nel progetto lanciato nel 2011, sviluppato con Tommaso Marino (giocatore di Treviglio, A-2). A Ndola si muovono i primi passi per far nascere la terza Basketball Academy di Slums Dunk, dopo quelle in Kenya a Mathare e Kisumu, grazie anche al materiale tecnico donato da società e aziende legate al basket: qui in 7 giorni sono stati formati una ventina di allenatori e sono stati coinvolti 220 bambini nelle attività del progetto, in un posto in cui mai prima si era giocato a pallacanestro.

Come aiutare Slums Dunk
Slums Dunk è legato ai centri di Cicetekelo Youth Project, che a Ndola si propone di aiutare gli orfani, i bambini in difficoltà e i ragazzi di strada nel riconquistare dignità, a ricostruire i rapporti con la famiglia e a inserirsi nella società. I ragazzi coinvolti sono 330 tra gli 8 e i 24 anni. Per sostenere il progetto e seguirne le iniziative, si può accedere alle info direttamente sulla pagina Facebook della Onlus.