23 novembre 2020
Aggiornato 19:30
Cronaca

Vassallo: «Io aggredito da due persone, spranghe non ne ho mai usate»

La versione dei fatti, secondo l'animalista del Meta. «Questa mattina è scoppiata una rissa in casa mia mentre la mia ex stava recuperando le sue cose. Una persona mi ha spinto e io ho risposto con due pugni, poi è intervenuto anche un altro. Quello che ha avuto la peggio sono sicuramente io»

BIELLA - «Di spranghe non ne so nulla, ma quanto accaduto questa mattina potrebbe essere stato ripreso da alcune videocamere di sicurezza», ha raccontato al Diario di Biella Valerio Vassallo, che oggi è rimasto coinvolto in una rissa con il nuovo compagno della sua ex e una terza persona. L'animalista del Meta ha dato la sua versione dei fatti, dicendo di essersi difeso da un'aggressione. Secondo lui il primo ad alzare le mani sarebbe stato il nuovo compagno di Giulia Arioli, presidentessa del Meta ed ex convivente di Vassallo, e che nella colluttazione si sarebbe aggiunto anche un altro uomo.

Il racconto di Vassallo
Il vegano ha spiegato: «Sapevo che quella di oggi sarebbe stata una giornata difficile. Giulia doveva recuperare le sue cose da casa mia, che gli avevo messo in degli scatoloni, e gli avevo chiesto di farlo in mia assenza. Così non è stato e quando l'ho sentita entrare nella mia abitazione per non vederla mi sono chiuso in un bagno. Ad un certo punto però ho sentito la voce del suo nuovo compagno, che l'aveva accompagnata senza il mio permesso. Lì mi sono arrabbiato e sono uscito dalla stanza andandogli incontro e intimandogli di uscire. Per tutta risposta quello ha iniziato a urlare, mi si è scagliato contro e siamo finiti a terra». Vassallo non ha negato di aver reagito: «Per difendermi gli ho tirato due pugni in faccia e a quel punto si è intromessa una terza persona, che aiutava l'altro tenendomi fermo. Quello che è successo dopo non lo ricordo benissimo, in ambulanza ho perso i sensi, ma mi sono difeso come ho potuto, incassando diversi colpi. In ospedale mi hanno diagnosticato diverse ferite profonde, di cui una al capo e forti contusioni».