17 agosto 2019
Aggiornato 12:30
Tessile

Lanificio Cerruti, trovato l'accordo per i 62 licenziamenti

Definito il piano tra sindacati e azienda: cassa integrazione straordinaria per un anno, procedura di mobilità e pensionamenti. Missaggia:  «Buona intesa... Ma perdere il lavoro resta un dramma»

BIELLA - E' stata definita la procedura che vedrà il licenziamento di 62 dipendenti dal Lanificio Fratelli Cerruti, annunciato nelle scorse settimane da Nino Cerruti in persona in un drammatico incontro. Sindacati, lavoratori e azienda, nei giorni scorsi, hanno concordato il percorso che vedrà l'uscita dal sistema produttivo dell'azienda famosa in tutto il mondo per la sua eccellenza, da parte di dipendenti di tutti i reparti.

La procedura
A partire dal prossimo mese di novembre i lavoratori individuati entreranno in cassa integrazione straordinaria, a zero ore. In pratica prenderanno circa 750 euro di stipendio al mese. Questo per un anno. Sindacati e azienda inoltre hanno concordato che nell'individuazione delle figure in esubero vengano rispettati i «criteri di legge»: cioè i carichi familiari e l'anzianità di servizio, a partità di mansione. Sarà inoltre aperta una procedura di mobilità, per cui i lavoratori che volessero licenziarsi (perché hanno trovato un altro lavoro) potranno godere di alcuni vantaggi fiscali oltre ad assicurare delle agevolazioni per l'impresa intenzionata a dare loro un lavoro. Ultimo punto dell'intesa, il capitolo pensionamenti. Dovrebbero essere una decina le persone prossime alla pensione, che dovranno essere inserite nell'elenco del famigerato numero di 62 esuberi indicato dall'azienda come indispensabile per rimanere competitiva sul mercato, tra crisi economica e del settore tessile nello specifico.

Il commento
«L'accordo raggiunto lo si può ritenere valido sotto l'aspetto dell'accompagnamento all'uscita dall'azienda - spiega la sindacalista Cgil Gloria Missaggia -. Ma sempre di perdita di lavoro parliamo. Quindi di situazioni difficili e spesso drammatiche per i lavoratori. Abbiamo trovato disponibilità per rendere il più graduale e indolore possibile questa situazione, che resta di grande criticità per chi si trova colpito. Il tutto tenendo conto che ricollocarsi, oggi, è molto difficile. Spesso anche i pochi che ci riescono, lo fanno trovando solo contratti precari oppure a tempo determinato».