19 agosto 2019
Aggiornato 03:30
La proposta della città di Biella

Terremoto, il Patto del Battistero diventa il Patto della solidarietà

Il progetto che coinvolge le istituzioni locali, nato per tecnologie e digitale, ora si estende in aiuti per le popolazioni colpite. Piano per raccogliere le offerte

BIELLA - Il Patto del Battistero, nato per l'Agenda Digitale, vuole diventare anche patto di solidarietà: la proposta della città di Biella agli altri firmatari è infatti di mettere il marchio del territorio sull'appello per raccogliere fondi per le popolazioni colpite dal terremoto in Italia centrale. I sottoscrittori (città di Biella, provincia di Biella, città di Cossato, Camera di Commercio, Unione Industriale, Atl, Cna, Banca Sella, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Città Studi, Scuole biellesi in rete, Asl Biella, Università popolare, Seab, Cordar, Confartigianato, Unione comuni Pianura Biellese, Consorzio Iris, Fondazione Tempia) inviteranno così i cittadini a versare le proprie offerte in uno dei tre canali ufficiali, quelli per gli aiuti immediati (Protezione Civile, sms solidale da due euro al numero 45500, e Croce Rossa Italiana, numero di conto IT40F0623003204000030631681) e quello per i progetti di ricostruzione di Anci, l'associazione dei Comuni italiani (numero di conto IT27A0623003202000056748129). 

Parla l'assessore
«È importante mostrare l'unità del territorio in questa emergenza - sottolinea l'assessore Fulvia Zago, che del Patto è presidente -. Questo accordo ci tiene già insieme ed è stato naturale immaginarlo anche sotto questa veste. Vogliamo concentrare gli sforzi per evitare di disperdere le energie e far sì di essere più utili e incisivi possibile». Aggiunge il sindaco di Cossato Claudio Corradino: «Dal mondo virtuale a quello reale. Il patto nato per la tecnologia diventa strumento concreto per un aiuto solidale».

L'impegno della Protazione civile
Arriva invece dalla Protezione Civile nazionale la richiesta di non attivare raccolte di beni e di materiali perché al momento nelle zone colpite dal sisma non c'è necessità. La Protezione Civile di Biella, insieme alla Croce Rossa, sono comunque pronti ad aprire l'ex sede Atap di viale Macallé come centro di raccolta, non appena arriveranno indicazioni precise sulle necessità.