23 settembre 2019
Aggiornato 17:30
Lotta alla ludopatia

Slot machine: l'orario limitato del Comune non vale per Jeantet

L'imprenditore che ha aperto un locale per il gioco d'azzardo in via Torino potrà tenerlo aperto tutto il giorno, nonostante Palazzo Oropa abbia limitato i tempi in cui le videolottery possano rimanere attive. Lo ha deciso il Tar in vista del prossimo 15 settembre, quando approderanno in tribunale due ricorsi, presentati contro l'ordinanza comunale

BIELLA - Nonostante il Comune di Biella abbia deciso di limitare l'orario in cui le slot machine possono rimanere accese, la sala giochi allestita da Piergiorgio Jeantet in via Torino (qui la nostra video-intervista) potrà rimanere aperta tutto il giorno, almeno fino al 15 settembre. Lo ha stabilito il Tar, in attesa che si discutano i due ricorsi presentati contro l'ordinanza anti-slot, una da parte del titolare del bar che affaccia su piazza Vittorio Veneto, l'altra da altri 13 imprenditori del territorio attivi nel settore delle video-lottery.

L'ordinanza di Palazzo Oropa prevede che le macchinette rimangano attive dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 23, mentre nelle restanti ore devono essere spente. In caso contrario l'esercente rischia una multa da 500 a 1.500 euro per ogni macchina trovata in funzione. La legge regionale da cui il provvedimento biellese prende spunto inoltre impone una distanza minima di 500 metri delle sale giochi da punti considerati sensibili come istituti scolastici di ogni ordine e grado, centri di formazione per giovani e adulti, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-sanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori, istituti di credito e sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati e stazioni ferroviarie.

In città già da alcuni anni diversi bar hanno bandito il gioco d'azzardo dai loro locali: Giuliana Barazzotto ci ha spiegato perché in questa video-intervista.