21 novembre 2019
Aggiornato 19:30
Sicurezza

Biella, Villa Macchi vittima di predoni del rame e di vandali

Il consigliere comunale della Lega Nord, Moscarola, chiede l'intervento delle autorità nell'ex scuola ed ex foresteria della Polizia. Dai vandali ai comuni ladri ne hanno trasformato gli interni, praticamente, in campi di battaglia.

BIELLA - Potrebbero essere stati tanto «predoni del rame» che sbandati in cerca di un posto dove dormire ad aver forzato l’accesso di Villa Macchi, a Cossila San Giovanni. A scoprire che qualcuno aveva tranciato la catena che chiudeva il cancello, ieri mattina, mercoledì 31 agosto, il consigliere comunale leghista di minoranza Giacomo Moscarola, che aveva subito richiesto l’intervento di una pattuglia della Polizia locale.

Ricerche vane
Dentro, però, non c’era nessuno. Solo un degrado indescrivibile che dura ormai da anni. A prendere il volo le canaline in rame; il che fa sospettare che a fare irruzione possano essere stati dei ladri. Nessuno, però, sa quando, perché da tempo non ci sono controlli. Ed è una storia tormentata quella di Villa Macchi, fino agli anni Novanta utilizzata come scuola. Poi, complice il calo demografico, era stata abbandonata. Prima che cadesse a pezzi, era diventata la foresteria della Polizia di Stato. Costruita la nuova Questura, un altro abbandono, che sulla carta avrebbe dovuto essere di breve durata. Era stata infatti assegnata al Corpo Forestale dello Stato. Il luogo era ideale, visto le finalità del lavoro. Eppure, ancora una volta, è saltato tutto. E da allora Villa Macchi sta andando incontro al degrado. Dai vandali ai comuni ladri ne hanno trasformato gli interni, praticamente, in campi di battaglia.