18 settembre 2019
Aggiornato 02:30
Cronaca di Biella

Comune contro videopoker e slot machine. Ma c'è un ricorso sugli orari

Nuova ordinanza del sindaco Marco Cavicchioli: più ore di stop e non consecutive. Impegno e numeri della ludopatia sul territorio piemontese

BIELLA - È in vigore dal pomeriggio di oggi, in contemporanea con la pubblicazione all'Albo Pretorio, la nuova ordinanza che disciplina il funzionamento di videopoker e slot machine sul territorio della città. Il provvedimento firmato dal sindaco integra e rettifica parzialmente la precedente disposizione, in vigore dal 27 luglio.

Cosa cambia?
Due le novità sostanziali: l'aumento delle ore di stop obbligatorio delle macchine e la definizione più precisa dei dispositivi interessati dal provvedimento. Videopoker e slot machine dovranno restare spenti dalle 7 alle 9, dalle 12 alle 16 e dalle 23 all'una di notte, per un totale di otto ore di stop quotidiano, contro le cinque (dalle 12 alle 17) fissate nella precedente ordinanza. Le ore di fermo sono non consecutive e spalmate nell'arco della giornata per colpire nei momenti che, secondo gli esperti, sono più a rischio per chi è sulle soglie della ludopatia. Quanto alle macchine interessate dall'ordinanza, si tratta degli «apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro», come si legge nel provvedimento e come vengono classificati dalla legge. L'ordinanza rispecchia e amplia le disposizioni della legge regionale di maggio, che aveva chiesto a ogni Comune piemontese di limitare gli orari di funzionamento di videopoker e slot machines. Il minimo di stop previsto dalla norma era di tre ore al giorno.

Parla il sindaco
«Abbiamo fatto di più del minimo richiesto - spiega il sindaco Marco Cavicchioli - come avevamo scelto di fare con la precedente ordinanza. È un provvedimento che non è solo un dovere di legge, dopo l'approvazione della norma regionale, ma anche una precisa scelta politica, su cui giunta, consiglieri e funzionari hanno lavorato per mesi, insieme al tavolo sul gioco d'azzardo patologico. È anche il mandato del consiglio comunale, ricevuto con la mozione approvata nel 2015 dall'aula».

Ludopatia, i numeri
Il nuovo documento contiene anche le cifre che danno la misura del problema legato al gioco d'azzardo: i pazienti in cura per ludopatia sono cresciuti del 9% in Piemonte nel 2015 rispetto al 2014 e gli esperti del tavolo permanente in provincia stimano che il numero delle persone colpite sia ben superiore, sommando coloro che non si sono rivolti a una struttura per chiedere aiuto. Il costo della cura della ludopatia per la sanità piemontese è di 1,35 milioni di euro l'anno. L'ordinanza verrà presentata anche al giudice del Tribunale Amministrativo Regionale che il 15 settembre dovrà pronunciarsi nel merito del ricorso presentato da alcuni gestori sul precedente provvedimento che però è decaduto di fatto per la maggior parte delle sue disposizioni, alla luce del nuovo documento.