2 giugno 2020
Aggiornato 17:00
Alta formazione

Max Mara, Miroglio, Pomellato e Dolce&Gabbana a scuola di tecnologia a Biella

A Città Studi con InnoF@shion presentate ai big del settore innovazioni tecnologiche in esclusiva, da «My Size» a «Climberant». Software e «dispositivi intelligenti», la tecnologia diventa fattore competitivo.

BIELLA - Il tema era «Strategie per il Made in Italy. Nuove leve per l’innovazione nel fashion», a trattarlo un workshop formativo gratuito: InnoF@shion che ha affrontato e sviluppato argomenti quali multicanalità, nuove strade del retail e della shopping experience, produzione e marketing realizzati con l’ausilio dell’Information Technology, il tutto a Città Studi davanti ad un platea di big del settore e con l’intervento di relatori d’eccezione.

I big del fashion tra tecnologia e mindset
Inaugurato lunedì 26 settembre dal sindaco di Biella, Marco Cavicchioli, e organizzato in collaborazione con Maneat, Politecnico di Torino e Digital Media Industries, InnoF@shion si è concluso con un successo ben superiore alle aspettative e ha visto la partecipazione di numerose imprese appartenenti alla filiera della moda e provenienti da tutto il territorio nazionale. Tra i nomi di spicco Miroglio, Pomellato, Dolce e Gabbana, Max Mara, Bonprix, a dimostrazione del ruolo ormai irrinunciabile che tecnologia ed ingegneria di processo hanno conquistato nell’universo fashion. Tuttavia l’innovazione non si raggiunge esclusivamente con l’introduzione di conoscenze e metodologie specifiche, serve l’atteggiamento giusto, come ha sottolineato Angelo Duilio Tracanna, presidente di Digital Media Industries: «La mancanza di un ambiente ricettivo vanifica spesso l’importanza di un grande risultato o di una grande scoperta. Gli eventi come InnoF@shion sono fondamentali per la diffusione delle conoscenze e la creazione di un ambiente pronto e ricettivo, presupposto inevitabile di qualunque progresso».

Software e «dispositivi intelligenti», la tecnologia diventa fattore competitivo
InnoF@shion è stato occasione per presentare alcune novità tecnologiche in esclusiva, come «MySize» di Maneat, un sistema di rilevamento basato sulle più recenti tecnologie 3D che consente al commesso di un negozio di rilevare la taglia e le caratteristiche della corporatura di un cliente semplicemente facendo una foto con un tablet. Non solo uno strumento intelligente per semplificare l'acquisto ma lo strumento ottimale per proporre al cliente solo quegli articoli che veramente lo vestono in modo perfetto. Sempre in anteprima assoluta è stata presentata «Climberant», una nuovissima piattaforma Social Commerce basata sul concetto di Sharing economy, progettata da un team di imprenditori italiani del lusso, che ha come obiettivo quello di trasformare l’ormai classico «mi piace» in una vera e concreta opportunità di guadagno per gli utenti.

La tecnologia ed il nuovo concetto di filiera
In discussione ed evoluzione anche il concetto classico di filiera, scardinato da Enrico Vezzetti, Docente del Politecnico di Torino: «È opinione diffusa che il successo della moda italiana sia dovuto alla presenza ed al controllo di tutta la filiera. Questo era certamente vero in passato ma non è più così vero oggi. Il comparto in Italia conta circa 60.000 imprese e dà luogo ad un fatturato di 62 miliardi circa dei quali almeno i due terzi all’estero. Parliamo di un grande mercato ma parliamo anche di imprese che, nella media, non superano il milione di euro l’anno di fatturato. La flessibilità di queste imprese è certamente un vantaggio ma mancano le grandi concentrazioni di capitale che, in molti paesi esteri, esprimo grandi risorse in attività di ricerca e sviluppo».