18 novembre 2018
Aggiornato 14:30

Tre capre tibetane uccise con crudeltà. Giallo a Mottalciata

Episodio portato alla luce dal sindaco Vanzi. Gli animali dovevano essere presi in carico dall'associazione di volontari Meta

MOTTALCIATA - Sono entrati a colpo sicuro e hanno sparato per uccidere. Sono morte così tre capre tibetane, madre, padre e un cucciolo, che avevano trovato rifugio in un’abitazione del paese. La scoperta è stata fatta dal sindaco del paese, Roberto Vanzi, che si era recato sul posto insieme a un veterinario dell’Azienda sanitaria locale. Gli animali, a giorni, dovevano essere trasferiti in un rifugio del Movimento etico tutela animali e ambiente. I volontari si erano offerti di ospitarli in un posto sicuro, ma non hanno fatto a tempo. Secondo una sommaria ricostruzione dei fatti, qualcuno è passato da un sentiero nascosto, nel retro della proprietà, e, dopo aver forzato un cancello e abbattuto a colpi di fucile una porta in vetro, ha sparato contro gli animali. Le carcasse sono poi state portate via, probabilmente per finire in pentola.

Le indagini
Un atto che non ha giustificazioni e che poteva mettere a rischi anche l’incolumità dei proprietari della casa, che periodicamente andavano a controllare lo stato della proprietà. E proprio il primo cittadino ha consigliato loro di sporgere denuncia. Chi è entrato dentro le stanze ha trovato sangue ovunque, segni di trascinamento e pallini da caccia. Ma c’è di più. Chi ha sparato ha manomesso le cartucce in modo che partisse quella che in gergo si chiama «rosa» di pallini, in quanto si apre a raggera e non lascia scampo. Soggetti pericolosi, e non cacciatori capitati lì per caso.