28 marzo 2020
Aggiornato 10:00
Cronaca giudiziaria

Contabile condannata: ha nascosto da qualche parte un tesoretto?

Inflitti tre anni e pagamento di una multa per mille euro. L'ha deciso il tribunale di Biella per una donna ritenuta responsabile di aver raggirato una trentina di clienti

BIELLA - Secondo l’accusa aveva raggirato oltre una trentina di clienti, di cui solo tre costituitisi parte civile, facendosi consegnare il denaro per pagare i contributi che poi non avrebbe versato. E’ su questa base che il giudice del tribunale di Biella ha condannato a tre anni di reclusione, oltre al pagamento di mille euro di multa, C.G., 55 anni consulente finanziaria, residente in città. Nel corso del processo, durato poco meno di due anni, e sviluppatosi da un’indagine della Guardia di Finanza, partita nel 2008, su qualcosa come 43 capi di imputazione, sono stati una quarantina i testi sentiti in aula, alcuni dei quali hanno ritirato la querela. Altri non sono riusciti a ricordare la cifra consegnata all’imputata, che operava come commercialista senza averne il titolo, e nemmeno se in contanti o attraverso assegni. Se effettivamente fosse così, se la donna avesse incassato i soldi dei clienti e li avesse trattenuti, invece di pagare le tasse, allora dove sono finiti? C’è un «tesoretto» nascosto da qualche parte? Pare di no e lo hanno affermato in aula anche i difensori della donna, Francesca Grosso e Francesco Alosi. Nel fascicolo non risultano elementi contabili o fiscali che portino verso una discreta cifra occultata da qualche parte o reinvestita. Per contro la documentazione che inchioda la consulente finanziaria si ridurrebbe ad appunti scritti dalle parti offese, piuttosto che matrici di assegni. L’unica certezza, a questo punto, è che gli avvocati ricorreranno in appello e se serve in Cassazione. Per allora, tutti i reati potrebbero già essere prescritti.