18 novembre 2018
Aggiornato 14:30

Alberghiero di Trivero verso la chiusura

La Provincia pensa di spostare la scuola a Mosso. Il Comune teme di creare l'ennesimo edificio abbandonato. In mezzo lavori di ristrutturazione per circa 2 milioni di euro che nessuno pare avere
L'istituto alberghiero di Trivero rappresenta un'eccellenza scolastica del territorio
L'istituto alberghiero di Trivero rappresenta un'eccellenza scolastica del territorio ()

BIELLA - La Provincia non cambia idea sulla chiusura dell'istituto di Caulera per via della situazione di precarietà dell'edificio che necessita di numerosi interventi di restauro, mentre il Comune di Trivero sostiene a dirsi contrario alla decisione definendo la scuola «una eccellenza del territorio».

Il punto
Continua a far discutere la decisione della Provincia, non ancora comunicata in via ufficiale, di chiudere l'Istituto alberghiero di Caulera di Trivero per spostarlo più a valle, a Mosso nella storica sede nell'istituto «Motta». La scuola superiore in questione si trova lungo la Panoramica Zegna grazie al conte Ermenegildo Zegna che l'ha voluta proprio lì e non a caso in un ex albergo: per questo il Comune di Trivero non è disposto a farsela «portar via», essendo questa realtà «una eccellenza del territorio». Dal canto suo la Provincia sostiene che la struttura si trova in condizioni di precarietà la cui sistemazione richiederebbe ben 2 milioni di euro, che non ha intenzione di investire per una struttura non di proprietà. Precarietà dovuta innanzitutto ai danni subiti dall'alluvione del 2014, in seguito alla quale nella parete nord dell’edificio si sono aperte numerose infiltrazioni che fanno entrare acqua danneggiando l'impianto elettrico; a questo si aggiunge il problema del riscaldamento, i cui tubi sono marciti nel corso degli anni perché appoggiati direttamente sul terreno.

Il Comune di Trivero
Ma l'amministrazione triverese non è disposta a cedere, vuole vederci chiaro sui conti degli interventi e chiede un confronto dopo aver visionato le cifre raccolte durante i sopralluoghi effettuato per capire effettivamente l'entità dei danni. Questo anche per evitare che in paese si arrivi ad avere un altro stabile vuoto e abbandonato, come quello dell'ex Ipai di proprietà della Provincia, che sorge proprio davanti all'alberghiero e che un tempo ospitava un orfanatrofio. Ma nonostante le proteste del sindaco Mario Carli e della sua giunta, l'opinione della Provincia non cambia: l'Istituto deve essere spostato.

Quali scenari?
Mentre l'ex albergo della Caulera, attraverso finanziamenti del Gal o l'intervento della famiglia Zegna, potrebbe venir trasformato in un hotel, magari con una spa che tanto va di moda, gestita attraverso convenzione dagli studenti stessi nell'ambito del progetto alternanza scuola lavoro.