21 ottobre 2018
Aggiornato 10:30

Po.in.tex, sostenibilità e ricerca nel futuro del Biellese

Il Polo di Innovazione Tessile partecipa al Cluster Made In Italy. Il presidente Marco Bardelle: «Una grande opportunità di crescita per tutto il distretto». Sul piatto fondi per 300milioni di euro. Intanto prosegue il progetto Midwor-Life.
Un momento dell'ultima edizioni di FIlo
Un momento dell'ultima edizioni di FIlo (Diario di Biella)

BIELLA – Il futuro del tessile biellese ha due nomi: innovazione e sostenibilità. Lo ha ribadito durante l’ultima edizione di Filo il presidente del Po.in.tex Marco Bardelle e per estensione si può tranquillamente dire che quanto affermato per il tessile vale per l’industria in genere, sia a livello locale che nazionale. Il Polo di Innovazione Tessile ci lavora da tempo e in quest’ultimo scampolo di 2016 porta avanti due progetti ambiziosi: Midwor-Life e Cluster Made in Italy. Il primo si rivolge alla sicurezza e alla salute dei lavoratori del tessile, il secondo punta a dare nuovo motore alla ricerca industriale con l’accesso ai fondi che il Miur mette a disposizione delle migliori realtà innovative presenti sull’italico suolo: sul piatto in totale di 300 milioni di euro.

Cluster tecnologici: piano in tre mosse per il rilancio del sistema nazionale
In agosto ha preso il via un piano di rilancio del sistema dei Cluster Tecnologici Nazionali per la ricerca industriale con un bando pubblicato sul sito del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, per la costituzione di 4 nuovi Cluster (Made in Italy, Economia del Mare, Energia eBeni Culturali) che, insieme agli altri 8 già esistenti, entro la fine dell’anno potranno partecipare a un bando per un valore complessivo superiore ai 300 milioni euro destinati alla ricerca industriale e alla cooperazione pubblico-privato. La partecipazione di Po.in.tex al Cluster Made in Italy rappresenta un’opportunità per l’intero Biellese, non solo per il comparto tessile. Ci tiene a specificarlo il presidente di Po.in.Tex, Marco Bardelle: «Il Polo è cresciuto, sono aumentati gli associati, abbiamo messo in cantiere nuovi progetti che coinvolgono anche grandi imprese. Il Cluster di cui facciamo parte di chiama Made in Italy e rappresenta gli ambiti settoriali e commerciali che hanno come immagine distintiva il made in, inteso come produzione industriale, creatività, tecnologia. Poter accedere ai fondi messi a disposizione dal Ministero significa aprire nuove strade per l’innovazione e la ricerca in tutto il nostro territorio».

Meeting a Città Studi

Meeting a Città Studi (© Diario di Biella)

Cluster, cosa e quali solo
L’intero progetto si scandisce in tre fasi: la presentazione dei nuovi Cluster da parte delle aziende interessate, un tavolo di concertazione di tutti i soggetti ed infine la pubblicazione da parte del Miur dell’avviso che metterà a disposizione i fondi europei sulle 12 aree di priorità individuate dal Governo. La nuova progettualità presentata dal Miur, aggiunge infatti 4 nuove aree di intervento alle 8 già esistenti, insieme al Made in Italy, i cosiddetti «Cluster» di nuova creazione riuniscono progettazioni innovative riguardanti Economia Marina, Energia (intesa come nuove fonti e sostenibilità), Beni Culturali. Tra le aree già consolidate si contano AerospazioAgrifoodChimica verdeFabbrica intelligenteMezzi e sistemi per la mobilità di superficie terrestre e marinaScienze della Vita,Tecnologie per gli ambienti di vitaTecnologie per le Smart Communities.

Sostenibilità e impatto ambientale: il progetto Midwor-Life
Di respiro internazionale, Midwor-Life punta a ridurre l'impatto sull'ambiente, la salute umana e la sicurezza dei lavoratori, causato dai prodotti idro-oleo-repellenti e dai prodotti alternativi utilizzati nell'industria tessile, analizzando il loro impatto ambientale e la loro funzionalità tecnica. Nei giorni scorsi, a Barcellona, si è svolta la prima riunione annuale degli attori interessati. A giugno 2016 è stata completata la selezione finale dei tessuti, dei prodotti idro-oleo-repellenti e di cinque prodotti alternativi su cui si stanno effettuando i primi test di laboratorio. Nel contempo, è stata effettuata anche un’analisi teorica sull'impatto ambientale dei prodotti ed è stata avviata la ricerca della metodologia migliore per raccogliere dati e realizzare lo studio su scala industriale. Il progetto, co-finanziato da fondi Ue, è coordinato da AEI Tèxtils - organizzazione senza scopo di lucro che rappresenta il cluster catalano dei tessuti tecnici – vi aderiscono tre istituti di ricerca e tecnologia spagnoli e due Poli Tessili: Po.in.tex per l’Italia e CLUTEX per la Repubblica Ceca.