15 dicembre 2018
Aggiornato 11:00

I migliori posti in cui lavorare, Bonprix è nei primi dieci

Lo dice la versione italiana di Best Workplaces, sistema internazionale che monitora gli ambienti lavorativi. In cima alla classifica internazionale, stilata su 50 paesi e 10 milioni di dipendenti c’è Google

BIELLA – Quali sono i posti migliori dove lavorare? E come si misura un parametro del genere? C’è un istituto che ci prova e che sforna ogni anno classifiche ad hoc. Si chiama Best Workplaces e indaga a livello globale prendendo come unità di misura il percepito e l’esperienza dei dipendenti da un verso, e le condizioni di assunzione, retribuzione e politica aziendale dall’altro. Lo fa in 50 paesi su 6 continenti intervistando più di 10 milioni di lavoratori, il risultato è Great Place to Work® una Top 25 delle migliori realtà multinazionali. La classifica per il 2016 è appena stata sfornata:  medaglia d’oro per Google e nessun italiano in vista, ma se non siamo tra i migliori sullo spettro internazionale, possiamo prenderci qualche soddisfazione su altri fronti. 

Bonprix nella top ten Italia
Esiste anche una classifica per l’Italia, è stilata dalla sezione nostrana di Best Workplaces, ed è suddivisa in tre categorie, le grandi aziende sopra i 500 addetti, le medie tra i 50 e i 500 e le piccole realtà sotto i 50 dipendenti. Nel segmento che meglio si attaglia anche alla realtà Biellese collegata con il Tessile-Abbigliamento spunta un nome noto tra primi dieci, quello di Bonprix. L’azienda di stanza a Valdengo si aggiudica, infatti, la decima posizione. Sul filo del rasoio, si può dire, ma ci entriamo. A Biella spunta un’eccellenza oltre a  quelle di prodotto, che sposta l’obiettivo sul modo in cui si lavora e si fa lavorare. Bonprix, colosso tedesco della vendita a distanza conta nel Biellese 293 addetti, tra i suoi fiori all’occhiello l’alta presenza di donne in posizione direttive (75%) e la bassa incidenza di licenziamenti volontari (1%). Presente in loco da 19 anni, Bonprix spazia dall’abbigliamento esterno, all’intimo fino agli accessori e ha dimostrato nel tempo di saper adeguare la propria produzione alla mutazione del mercato al dettaglio, proponendo uno stile trendy anche per le taglie comode, con un rapporto qualità prezzo favorevole ed una rete di vendita online rapida ed efficiente.

Come si diventa «un gran bel posto dove lavorare»
La classifica Great Place to Work® si basa su un processo di valutazione che prende in esame cinque dimensioni: Credibilità, Rispetto. Equità, Orgoglio e Coesione. Potremmo chiamarle anche cinque qualità, che a loro volta contribuiscono a creare delle relazioni ottimali tra lavoratori, direzione e colleghi. Se da un lato Credibilità, Rispetto ed Equità misurano la fiducia dei dipendenti nei loro manager, dall’altro Orgoglio e Coesione misurano il polso nel rapporto tra colleghi e nel rapporto del singolo con il proprio lavoro. Come a dire che per lavorare bene bisognerebbe – e il condizionale resta d’obbligo - anche stare bene insieme, ed avere fiducia in chi abbiamo a fianco e sopra di noi. Secondo i sondaggi di Best Workplaces ci sono aziende in cui questo accade. L’augurio è che diventino sempre più numerose, anche qui da noi. A livello mondiale, accanto a Google compaiono diversi nomi legati alle nuove tecnologie, al settimo posto c’è anche Adecco, presente nella versione made in Italy anche nella top ten nazionale. Sempre restando in Italia scarsa la compagine legata al Tessile e Abbigliamento, tra le grandi aziende spunta, però, Kiabi, retailer forte sia con punti vendita sia online.