23 ottobre 2018
Aggiornato 21:00

Biella, i magistrati onorari tornano a incrociare le braccia

Alla Procura di Biella la situazione più disastrosa. La carenza di personale porta la categoria a essere in numero doppio (quattro) rispetto ai colleghi in carriera

BIELLA - I magistrati onorari torneranno a incrociare le braccia dal 21 al  25 novembre per rivendicare i diritti che ancora non vengono loro riconosciuti dal pianeta giustizia e in attesa di una vera riforma, del loro ruolo, che tarda ad arrivare. A proclamare l’astensione il sindacato Federmot (Federazione magistrati onorari del tribunale) che, attraverso una nota stampa, ribadisce come: «Anche per le retribuzioni manchino le più elementari linee guida, oltre che si stiano sempre più registrando disomogeneità di trattamento». E quindi il significato dell’astensione è quello di informare, ancora una volta, l’opinione pubblica sulla condizione di questi operatori della giustizia e nel contempo di stimolare lo Stato a stanziare fondi nella prossima manovra finanziaria, che includa la copertura dei disconosciuti diritti economici.

Che succede sotto il Mucrone?
E a Palazzo di giustizia, a Biella, sono 9 i magistrati onorari, tra giudici e sostituti procuratore, su venti togati, praticamente quasi il 50%. Se in tribunale la situazione è rosea, si fa per dire, con cinque onorari tra sezione civile e penale, a fronte di 9 colleghi in carriera, in Procura la condizione è paradossale. Dopo trasferimenti e maternità, sono rimasti solo due sostituti, in attesa della nomina del nuovo Procuratore capo della Repubblica, a fronte di quattro onorari, due dei quali provenienti da fuori provincia, che si accollano quotidianamente il peso delle udienze tanto davanti al giudice monocratico che nell’ufficio del Giudice di Pace. Una carenza di personale che si fa sempre più sentire e a cui pare che nessuno riesca a porre rimedio.