18 ottobre 2018
Aggiornato 09:32

Industria: a Biella crescono i fatturati, ma arranca l’export 

Nel terzo trimestre dell’anno segno positivo. Le previsioni degli imprenditori restano caute, Scribanti di Uib: «Permane l’incertezza, come, del resto, negli ultimi due anni»
I dati sul Biellese non sono esaltanti
I dati sul Biellese non sono esaltanti (Diario di Biella)

BIELLA – Crescita contenuta e comunque al di sotto delle medie regionali per i mesi di luglio, agosto e settembre. Lo dicono i dati camerali e lo conferma il cosiddetto sentiment degli imprenditori. A Biella il comparto cresce solo dello 0,5%, a fronte di una media regionale che tocca il +2,7%, trainata dalle buone performance di Torino (+5,3). In sintesi «L’aria che tira» resta stagnate per il distretto laniero, dove le previsioni raccolte dall’Unione Industriale invitano ancora una volta alla cautela. 

Cala l’export, ma nel complesso industria biellese resta stabile
Insomma, la ripresa c’è ma è blanda e resta in balia di fattori e settori altalenanti. Da un verso gli ordinativi interni sono sostanzialmente stabili, si confermano ad un +0,2 modesto ma pure sempre positivo, e il fatturato complessivo sale dell’1,6%. Da un altro preoccupa l’estero, che ha in toto un fatturato positivo, ma vede scendere il numero degli ordinativi, si parla in media dell’1,2%, ma non mancano i picchi. La filatura cala nel trimestre, rispetto all’anno precedente, di quasi 14 punti percentuali, e la meccanica di 28 punti. «La situazione è di difficile lettura, accanto a segnali incoraggianti, altri indicatori evidenziano che il clima di incertezza caratterizza ancora tanto gli scenari internazionali quanto lo stato di salute di alcuni comparti. Basti guardare al trend degli ordinativi dall'estero, tradizionalmente uno dei fattori più importanti per la nostra economia industriale: -1,2% per Biella a fronte di una sostanziale stabilità della domanda interna – commenta Alessandro Ciccioni, Presidente della Camera di Commercio di Biella e Vercelli - Il sistema camerale non mancherà di incoraggiare i processi di internazionalizzazione delle imprese del territorio, cercando di presidiare nuovi mercati emergenti». E tra i comparti in difficoltà segnalati da Ciccioni figura la meccanica che scende del 3,7%, mentre il tessile rimane sostanzialmente stabile, con un solo dato peggiorativo, quello del finissaggio a -0,7 punti percentuali. Crescono dell’1,3% le altre industrie.

Industria ancora nel limbo secondo gli imprenditori biellesi
Lucido ma poco incoraggiante il commento del vice presidente dell'Unione Industriale Biellese, Emanuele Scribanti, che sintetizza così le previsioni dei suoi associati: «Il settore non si sta ancora riprendendo: prevale una sensazione di attesa. I fattori positivi derivano dalla quotazione del dollaro, che in questo periodo ci sta aiutando nelle transazioni; resta tuttavia una fase di stagnazione che fa sì che i consumi non ripartano. Non  siamo pessimisti, ma dobbiamo  vivere  di cautela. Permane una situazione di incertezza, come, del resto, negli ultimi due anni. Siamo in una sorta di limbo e, per il momento, non si intravedono tangibili segnali di miglioramento». La cautela per altro si odora chiaramente dai dati previsionali, che tuttavia aprono degli spiragli sulla chiusura del 2016. Per gli ultimi tre mesi dell’anno si mettono i  campo miglioramenti sia sugli ordini totali (il saldo ottimisti-pessimisti sale a -6,7%, rispetto al -10,8% del trimestre precedente) sia sulla produzione, che registra un +1,7% rispetto al -5,3% del terzo trimestre. Migliora anche il saldo sugli ordini esteri che passa a -0,9% rispetto al -4,9% del terzo trimestre 2016.