18 novembre 2018
Aggiornato 15:00

Gli «sfrattati» della Domus Tua di Tollegno

Lettera aperta dei sindacati pensionati biellesi per i diritti degli ospiti: «È mancata la concertazione ed ora le famiglie sono ridotte al fai da te»
La casa di riposo del paese
La casa di riposo del paese (Comune di Tollegno)

TOLLEGNO – La struttura chiuderà i battenti il 31 dicembre, la comunicazione è arrivata sui comodini degli ospiti il giorno 2 novembre - con un tempismo anche un tantino inopportuno. Così con meno di due mesi davanti, feste natalizie comprese, gli anziani della Domus Tua devono prepararsi a fare i bagagli e a trovarsi una nuova sistemazione. Le prime avvisaglie di maretta sono arrivate dalla Cooperativa Maria Teresa, attuale gestore, che ha rinunciato a partecipare al prossimo bando di assegnazione. Il perché ora è noto: non ci sarà alcun bando, la Fondazione Domus Tua ha optato per la chiusura. Ma dove andranno a vivere i più di trenta ospiti non autosufficienti o parzialmente non autosufficienti? 

«Per gli ospiti è come un terremoto, si ritrovano senza una casa»
Per la difesa dei loro diritti e di quelli dei loro famigliari scendono in campo, a titolo congiunto, i sindacati dei pensionati. «Non voglio entrare nel merito delle situazioni che hanno spinto la Fondazione a questa scelta, non è il nostro mestiere, ma sono decisioni che vanno anticipate e discusse insieme a chi ne sarà investito – commenta Giovanna Salmoirago, segretaria Spi Cgil di Biella – stiamo parlando di anziani, con le loro abitudini, un cambiamento così repentino per loro è come un terremoto. Pensate di ricevere una lettera di sfratto, è un po’ la stessa cosa». Insomma si vanno a toccare i punti più deboli delle persone più fragili, spesso incapaci – a meno che non ci sia una famiglia alle spalle – di difendersi e farsi valere. «Anche con una famiglia vicina non è facile, in diverse si sono rivolte a noi, alla ricerca affannosa di una nuova sistemazione e di qualcuno che si impegni per dar loro una mano anche sul piano burocratico» aggiunge la sindacalista. Per questo i sindacati si espongono in difesa degli ospiti, e delle persone impiegate presso la Domus Tua che dovranno essere ricollocate, con una lettera aperta al consiglio di amministrazione della struttura, al sindaco di Tollegno, all’Asl e al Consorzio Iris.

Vanno garantiti umanità, organizzazione e continuità assistenziale
I punti sono due: umanità e organizzazione, anzi tre, c’è pure la continuità assistenziale, che va garantita per legge e contempla la salvaguardia di un percorso unitario anche tra ospite e operatori. «Rispetto ai cosiddetti diritti formali, o meglio sulla carta, al momento dell’accoglienza in qualsiasi struttura residenziale per anziani non autosufficienti, in convenzione, anche se privata, l’ospite ha diritto ad un piano di assistenza individualizzato, che valuta i suoi effettivi bisogni, li contempla nel contratto di accoglienza e li traduce in fasce di assistenza si legge nella lettera aperta -. La legge regionale n. 1 dell’8 gennaio 2004 sancisce la garanzia del percorso di continuità assistenziale nell’ambito di strutture residenziali socio-sanitarie del territorio. Il Distretto socio-sanitario è il garante della gestione, del coordinamento e della responsabilità istituzionale-organizzativa dell’intero percorso dell’utente, in un sistema integrato che deve essere organizzato in modo da  garantire a tutti i cittadini pari opportunità di fruizione, completa accessibilità ai servizi e la salvaguardia, fra l’altro, del rispetto della dignità della persona».

Famiglie lasciate al «fai da te», i sindacati chiedono un incontro con Asl e Consorzi socio-assistenziale
Che faranno ora le famiglie? «Chi è in grado di farlo si gestirà da solo, con il fai da te, ma un’incombenza del genere non deve gravare interamente su ospiti o parenti – dicono i sindacati – è certamente mancata una regia coordinata dai soggetti istituzionali sulla continuità della cura, che avrebbe dovuto garantire assistenza ed aiuto. Per questo il Sindacato Pensionati di SPI-Cgil,Fnp-Cisl e Uilp-Uil, oltre ad esprimere solidarietà agli operatori che rischiano di perdere il lavoro chiederanno ufficialmente sia all'ASL di Biella che hai consorzi del socio-assistenziale un incontro sul tema della gestione della non autosufficienza e dei diritti delle persone medesime, inoltre continueranno ad essere disponibili nelle rispettive sedi a tutelare le famiglie e gli ospiti stessi».