17 novembre 2018
Aggiornato 08:00

Gesù e le donne. Libro e conferenza di Enzo Bianchi a Biella

Appuntamento per martedì 29 novembre nella nuova biblioteca civica cittadina con il priore della Comunità di Bose.
Enzo Bianchi
Enzo Bianchi (ANSA)

BIELLA - Dopo lo storico Alessandro Barbero, che ha fatto registrare il tutto esaurito la scorsa settimana, un altro importante appuntamento per la nuova biblioteca civica. L'assessorato alla cultura affidato a Teresa Barresi, infatti, organizza per martedì 29 novembre, un incontro con Enzo Bianchi. Il priore della comunità di Bose presenterà il suo ultimo libro, intitolato: «Gesù e le donne»: attraverso i vangeli sinottici e il vangelo secondo Giovanni, Bianchi recupera e racconta le vicende emblematiche del rapporto di Gesú con le donne incrociate in vita. L'ingresso è naturalmente libero. L'inizio della conferenza è fissato per le 20,30.

La copertina dell'ultimo libro di Enzo Bianchi

La copertina dell'ultimo libro di Enzo Bianchi (© Einaudi)

Recensione del libro (tratta dal sito dell'Einaudi)
«Rialzati, alza la fronte, sta' in piedi, non restare una donna curvata». Cosí dice idealmente Gesú alla donna malata in sinagoga, e così dice idealmente a ogni donna. In ogni tempo e in ogni luogo. Conoscere la storia della donna curva o di quella malata di emorragia uterina, della samaritana o dell'adultera, della donna straniera o dell'apostola degli apostoli, ci dice moltissimo di Gesú e di come il suo magistero incida sulla nostra vita. Il suo esempio, infatti, ci potrebbe di nuovo insegnare «a camminare insieme nella diversità riconciliata e la convivenza sarebbe piú bella e piú buona». Al tempo di Gesú, la vita di una donna in Israele non era facile. Il mattino di ogni giorno l'ebreo osservante recitava, e recita tuttora, questo ringraziamento: «Benedetto il Signore che non mi ha creato né pagano, né donna, né schiavo». La letteratura sapienziale dichiara infatti che mentre la donna vergine è desiderata per le nozze, quella sposata è «vite feconda nell'intimo della propria dimora» e la sua piú alta vocazione è essere la padrona della casa. Previdente, accorta, economa, educatrice di una prole numerosa. Dunque la donna è una presenza nascosta, afona nella società, la sua vita è dedicata alla famiglia, e viene amata finché resta al «suo» posto: il posto stabilito dagli uomini. Anche se poi alcune donne avevano una loro importanza e dignità, è su un tale sfondo religioso e culturale che si staglia la figura di Gesú. Ma il Rabbi porta anche qui la novità rivoluzionaria del Vangelo. Attraverso i vangeli sinottici e il vangelo secondo Giovanni, Enzo Bianchi recupera e ci racconta le vicende emblematiche del rapporto di Gesú con le donne incrociate in vita. Incontriamo cosí fra le altre la donna malata di emorragia uterina che ha il coraggio di toccare il Messia sebbene «impura»; la donna straniera, greca e per di piú di origini siro-fenicie, quindi pagana; le sorelle Marta e Maria; la donna sorpresa in adulterio, e Maria di Magdala, l'apostola degli apostoli. Se uno dei modi piú fecondi per conoscere un uomo o una donna è indagarne le relazioni con gli altri, il modo con cui guarda le persone scegliendo di averne accanto alcune invece di altre, allora osservare le relazioni di Gesú con le donne che incontra, che sceglie e che lo scelgono, ci può dire moltissimo sul suo insegnamento ma anche sulla nostra vita quotidiana di uomini e di donne. E può dire molto anche alla società e alla chiesa di oggi. «Sarebbe infatti necessario, - afferma Bianchi -, che la Chiesa, le chiese, tornassero senza paura semplicemente a ispirarsi alle parole e al comportamento di Gesú verso le donne, assumendone i pensieri, i sentimenti, gli atteggiamenti umanissimi e, nello stesso tempo, decisivi anche per la forma della comunità cristiana e dei rapporti in essa esistenti tra uomini e donne».

L'esterno della nuova biblioteca civica di Biella

L'esterno della nuova biblioteca civica di Biella (© Comune Biella)