18 novembre 2018
Aggiornato 14:30

Mercati stranieri, dove e con chi conviene fare affari

Rapporto Sace sulle opportunità d’internazionalizzazione per le aziende. Per i biellesi del tessile promettono bene USA, Bangladesh e Cina

BIELLA – L’export rappresenta uno dei «fondamentali» per la nostra crescita economica. Il Biellese, così come tutto il Piemonte, ha una buona inclinazione nel confronti delle transazioni oltreconfine, e dove non arrivano le singole imprese a dare una spinta ci provano enti ed associazioni di categoria. È il caso di Sace e Simest, società del Gruppo Cassa depositi e prestiti specializzate nel sostegno all’internazionalizzazione, che sfornano periodicamente un report esaustivo sui mercati stranieri in termini di rischi ed opportunità, mettendo a fuoco dove e con chi conviene fare affari. Le previsioni per il prossimo triennio sono appena state presentate a seminario «RE-action. Export Calling», organizzato con l'Unione Industriale di Torino.

Export italiano, prossimo obiettivo i 480 miliardi di euro
Snocciolando un po’ di numeri giusto per capire come siamo messi a livello nazionale, si vede che nel 2015 le esportazioni hanno accelerato, come ci si aspettava, ponendo fine a un biennio di crescita limitata. L’andamento positivo continua nell’anno in corso e si confermerà negli anni successivi, con un tasso medio tra il +3 e il +4%. Nonostante il ritmo ridotto rispetto alle dinamiche del passato, le previsioni contano di toccare un valore complessivo delle esportazioni pari a 480 miliardi di euro, oltre 65 miliardi in più rispetto al 2015.

Opportunità per l’export italiano, in cima Emirati Arabi e USA
Sace calcola, e periodicamente ricalcola, con un indice che sale da 0 fino a 100 le opportunità dei prodotti Made in Italy sui mercati stranieri. L’ultimo aggiornamento vede nella top-five dei paesi con buone chance per fare affari, stilate con l’ausilio dell’«Export Opportunity Index», Emirati Arabi Uniti, con un punteggio di 81, seguiti dagli Stati Uniti e da tre economie asiatiche come Cina, Corea del Sud e India, scivola al sesto posto l’Arabia saudita, in testa nel 2015 e penalizzata dal calo del prezzo del petrolio.

Giro del mondo tra i mercati più promettenti. Per il Tessile & Abbigliamento vincono gli USA
L’elenco di cui sopra ha termini generali. Per scendere nello specifico occorre fare un rapido giro tra i contenenti alla scoperta e riscoperta dei mercati più interessanti. Se si gioca in casa biellese conviene guardare subito agli Usa, che «promettono» un incremento del 9,1% da qui al 2019 per il Tessile & Abbigliamento, contro una media generica del Made in Italy dell’8%. Positivi anche i mercati asiatici, che negli ultimi 10 anni si sono dimostrati come i più reattivi e dinamici. In particolare c’è «fame» di prodotti di qualità e di lusso. E qui di nuovo il Made in Biella può giocarsi qualche buona carta. Alcuni esempi: la top-five per tasso di crescita medio dell’export italiano tra il 2016 e il 2019 vede Bangladesh (+10%), India (+8,8%), Filippine (+5,5%), Corea del Sud (+5,2%) e per finire Cina, che crescerà «solo» - si fa per dire - del 5%. Poco ma buono, perché saliranno le richieste nei top di gamma. Tra i citati, il Bangladesh offre le migliori opportunità per il T&A, con una possibilità di crescita dell’11,5%. L’Europa dell’Est si conferma come una delle mete più promettenti per l’export italiano, nonostante l’impasse della Russia. In particolare si prospettano anni di commercio proficuo con la Polonia, soprattutto per costruzioni e arredamenti. Nella vecchia Europa il nostro export andrà a migliorare con una crescita presunta del 3,5% in media. Prospettive allettanti soprattutto sui mercati di Gran Bretagna e Irlanda e su quello spagnolo.

Investimenti. Dove si va sul sicuro e dove si possono trovare sorprese positive
SACE ha sviluppato anche l’«Investment Opportunity Index», che aiuta a indirizzare le strategie d’investimento delle aziende italiane sui mercati di nuova domanda. È uno strumento innovativo con un orizzonte globale, ma tarato sulle imprese nazionali. Il punteggio assegnato a ciascuno dei 212 Paesi monitorati varia da 0 a 100. Se a dominare le prime posizioni sono anche qui Stati Uniti e Cina, nella top-quindici si riscontrano altre 13 nazioni che possono rivelarsi ottimi contesti di sviluppo o piattaforme ideali per la proiezione internazionale delle nostre imprese: India, Regno Unito, Polonia, Vietnam, Filippine, Perù, Messico, Corea del Sud, Cile, Emirati Arabi Uniti, Spagna, Iran e Thailandia.