18 novembre 2018
Aggiornato 15:34

La storia di Menabrea tra tela e figurine

L’arte contemporanea e la pubblicità di una volta raccontano la Bionda biellese. Il quadro «1846» di Max Petrone omaggia i 170 anni di attività, e con birra di Natale rispuntano le riproduzioni delle ricercatissime figurine Liebig
L'opera
L'opera (Menabrea)

BIELLA – Menabrea racconta la sua storia attraverso l’arte. I 170 anni del birrificio biellese, recentemente festeggiati in grande stile, ora sono condensati in una tela di un metro e mezzo per due metri e dieci, in cui trovano spazio ed unitarietà i simboli dell’attività aziendale e quelli della città che da sempre la ospita. L’opera porta la firma del pittore Max Petrone ed è esposta in questi giorni a Torino nell’ambito della collezione d’arte contemporanea Art for Excellence, ospitata dall’Archivio di Stato fino al 1 dicembre. 

A Biella una bionda con la sua birra
La tela strizza un occhio moderno e metropolitano ai vecchi, splendidi, manifesti pubblicitari, che resero celebri alcuni marchi piemontesi, e lo fa con lo stile contemporaneo, nervoso e street che caratterizza le opere di Petrone. Dentro c’è tutto il mondo Menabrea, una bionda con baschetto bohémien regge un boccale di birra dorato come una spiga d’orzo maturo e da uno sfondo multicolor spunta l’altro protagonista della produzione birraia, il luppolo. Insomma, gli ingredienti ci sono tutti e «mescolati» con maestria, così usano fare i mastri birrai dello stabilimento biellese dal 1846, anno di fondazione di Menabrea, scelto anche come titolo dell’opera. «Con la pittura si ha la possibilità di interpretare la realtà attraverso la propria sensibilità – commenta Franco Thedy, amministratore delegato di Birra Menabrea - abbiamo trovato in Max Petrone un artista con uno spiccato stile personale, istintivo ed accattivante. Nell’opera «1846» si ritrovano gli elementi che caratterizzano il nostro marchio. Un grande manifesto che vede rappresentati con stile e contenuti i nostri valori». 

Birra e arte tra passato e presente: dal manifesto alla figurina
Se per Martini, Campari ed altri i manifesti hanno fatto la storia passando da veicolo pubblicitario a forma d’arte, c’è chi già alla fine dell’’800 reclamizzava i propri prodotti abbinandoli ai primi gadget. È il caso di Liebig che lanciò il trend nel 1872 con le sue figurine da collezione, una moda perpetuata fino al 1975. Tra le tante edizioni se ne conta anche una sulla storia della birra, e qui arriva il binomio natalizio Menabrea-Colussi. La casa italiana, attuale detentrice in licenza del marchio Liebig, concede per il secondo anno consecutivo alla birreria biellese l’utilizzo in riproduzione della figurina n.2 della linea sulla storia delle «bionde». 3.500 riproduzioni accompagneranno altrettanti bottiglioni di Natale Limited Edition. Oltre alla confezione da due litri, torna anche la consueta Menabrea Christmas Beer contenente 4 bottiglie da 66 cl e 2 calici serigrafati a colori.

Con Art for Excellence ritratti di birra, prosciutto, gioielli e panettoni
Tornando per un attimo alla mostra, si tratta della sua seconda edizione, e vuole raccontare alcune delle più interessanti eccellenze imprenditoriali piemontesi attraverso opere appositamente realizzate da artisti selezionati. Accanto al binomio Menabrea-Max Petrone, si trovano tra gli altri  le borse di Borbonese con Stjepan Sandrk, i prosciutti torinesi di Lenti con Silvano Pupella, i golosi panettoni Galup con Max Ferrigno, e i gioielli Ippocampo con Carla Secco.

Confezione natalizia

Confezione natalizia (© Menabrea)