18 novembre 2018
Aggiornato 14:30

Delitto Vazzoler: la Cassazione conferma le condanne

Giovanni Stramondo e Giuseppe Fabbro, che ora si troveranno a scontare dieci anni di reclusione, avevano presentato ricorso

VIGLIANO - I giudici della Corte di Cassazione hanno confermato, per due delle perone coinvolte nel delitto Vazzoler, la sentenza di secondo grado. A presentare ricorso erano stati Giovanni Stramondo e Giuseppe Fabbro, che ora si troveranno a scontare dieci anni di reclusione per uno degli omicidi più efferati che il territorio ricordi.

I fatti
I loro ruoli erano stati per certi aspetti marginali, in una vicenda sfuggita di mano alla banda poi macchiatasi di un assassinio. Fabbro era venuto a conoscenza da un conoscente, frequentatore della famiglia Vazzoler, della cassaforte presente nell'alloggio e aveva passato l'informazione a Stramondo. Quest'ultimo aveva messo in piedi la banda: tre uomini, di cui un autista e due esecutori materiali di quello che sembrava un colpo criminale facile, addirittura chirurgico. Farsi aprire la porta dalla vittima, Vanda Vazzoler, 67 anni, con una scusa, farsi dire la combinazione, arraffare il bottino e scappare.

Il dramma
Qualcosa però, quella sera del 12 dicembre del 2013, era andato storto. La donna non era stata in grado di fornire i numeri della cassaforte e i due banditi avevano perso la testa. Percossa a sangue e gettata legata, sul letto, era morta dopo una dolorosa agonia. A trovarla era stato il marito, che aveva cercato inutilmente di prestarle soccorso. Le indagini di Carabinieri e Polizia avevano portato, nell'arco di pochi giorni, ad assicurare tutti i coinvolti nel delitto alla giustizia. I familiari della donna, con la sorella, Cristina Vazzoler, attuale sindaco di Vigliano, si erano costituiti parte civile nel processo.