16 ottobre 2019
Aggiornato 09:30
Commercio

La rabbia di Novaretti: «Ascom non ha 620 mila euro di debiti»

La Nuova Provincia pubblica un articolo, oggi, sui conti dell'ente. La replica del presidente dell'associazione, che parla di crediti da incassare.

BIELLA - Dopo la notizia diffusa oggi, sul bisettimanale La Nuova Provincia, relativa a grossi problemi finanziari dell'associazione dei commercianti biellesi, il presidente prende la parola. «Voglio essere molto chiaro, Ascom non ha 620 mila euro di debiti, si tratta invece di crediti». La dichiarazione è del presidente di Ascom Biella Mario Novaretti, dopo le recenti notizie uscite sui giornali locali. «Altra precisazione necessaria riguarda il pagamento delle quote da parte dei commercianti soci Ascom, come certificato dalla Camera di Commercio noi siamo l’unica associazione a non aver subito rilievi sotto questo punto di vista. I commercianti sono il sostegno e la forza di Ascom, anzi, sono l’Ascom» aggiunge il presidente. La notizia, ovviamente, ha fatto il giro della città, anche in considerazione del delicato momento, tra «progetto 015» per il centro città e feste di Natale.

Bilancio
Dal punto di vista finanziario l’associazione rileva uno sbilancio di poco superiore ai 100 mila euro. «E’ dal 3 settembre dell’anno scorso – spiega ancora Novaretti – che abbiamo iniziato un’operazione di normalizzazione dei conti in accordo con Confcommercio nazionale, cambiando la direzione dell’associazione e invertendo il trend. Ora siamo giunti alla soluzione e allora veniamo attaccati, il che non è certo un caso».

La grana interna
«E’ dall’invio della lettera anonima per cui è attualmente sotto processo un ex dipendente di Ascom che l’associazione è presa di mira - dice ancora, attraverso un comunicato stampa, il presidente di Ascom -. E’ lo stata la stessa magistratura a rilevare nelle battute iniziali del processo come le accuse anonime possano essere interpretate come la punta dell’iceberg. Ascom Biella è sotto attacco continuo da tempo, anche dall’interno. Lo confermano le continue voci di un commissariamento che non trovano riscontro in Confcommercio»