19 ottobre 2017
Aggiornato 09:00
Biella

Allarme Equitalia: la polvere era solo farina

Delle buste sospette, il mese scorso, erano arrivate in diverse sedi del Nord Italia. Ora i risultati degli esami e degli accertamenti da parte degli specialisti

Polizia davanti la sede degli uffici di Equitalia, a Biella (© Diario di Biella (M))

BIELLA - Non era polvere tossica, bensì farina quella presente nella busta arrivata, lo scorso 26 ottobre, nelle sedi italiane di Equitalia, Biella compresa. Sono infatti arrivati i primi accertamenti effettuati dai servizi sanitari, che hanno semplicemente confermato quanto si era appurato subito dopo l'allarme scattato lo scorso autunno. Il colore marrone della sostanza, inoltre, è stato ulteriormente evidenziato, era stato causato semplicemente dalla muffa, per una questione di umidità.

I fatti
A essere prese di mira erano state le sedi di Milano,Torino, Aosta, Bologna e Cuneo. Le missive erano state imbucate a Verona, città in cui si sono in seguito concentrate le indagini degli inquirenti. Se ad agire, proprio nei giorni in cui il Governo Renzi aveva manifestato l'intenzione di «rottamare» il servizio, sia stata una sola mano oppure più persone, questo non è ancora stato chiarito. L'unica certezza è che il procurato allarme aveva causato non pochi disagi, anche in città, tanto ai dipendenti di Equitalia che ai quelli del centro di smistamento postale di via Campagnè, obbligati a restare all'interno delle rispettive strutture fino in tarda serata, quando l'allarme contagio era rientrato. E nel secondo caso, a venire in soccorso dei dipendenti di Poste Italiane, era stata la Protezione Civile, che, grazie anche all'intervento del sindaco Marco Cavicchioli, li aveva riforniti di cibo e bevande.