22 agosto 2017
Aggiornato 14:30
Basket A2

Carrea s'arrabbia: «I ragazzi devono poter sbagliare»

Il tecnico dell'Angelico dopo la vittoria contro Reggio Calabria (96-61) al Forum, fa il punto alla luce soprattutto delle tre sconfitte consecutive in trasferta: non siamo la Virtus Bologna

Coach Michele Carrea esulta a fine partita (Alberto Tesoro) (© Pallacanestro Biella)

BIELLA - L'Angelico torna a sorridere, vincendo contro la Viola Reggio Calabria una partita in discussione per una decina di minuti. Poi la supremazia biellese è stata schiacciante. Eloquente il punteggio finale (96-61), per il quale va tenuto conto che coach Carrea ha pure utilizzato ampiamente i giovani ed i giovanissimi della squadra. In una serata dove è difficile fare pagelle e valutazioni, da segnalare la prova sopra le righe di Tessitori (21 punti) e di Hall (7 punti e 12 rimbalzi). L'Angelico difende così il primo posto in classifica, dopo tre sconfitte subite in altrettante sconfitte.

Qui, Viola
«La sconfitta ci sta tutta. Partita dominata da Biella, in tutti i punti del campo. Ci hanno spazzato via, soprattutto a rimbalzo - ha detto coach Antonio Paternoster, tecnico di Reggio Calabria -. Direi che per certi versi ci hanno massacrato... Non è facile giocare senza giocatori importanti, come ci è capitato. Non era qui che dovevamo fare punti. Peccato perdere così. Peccato perdere così davanti ai nostri tifosi. L'impatto iniziale non è stato negativo. Ma di fronte al loro atletismo la squadra si è letteralmente sciolta».

Parla Carrea
«Complimenti ai ragazzi per la grande attenzione dopo un terribile serie di partite. L'approccio è stato quello giusto e i frutti sono stati quelli sperati - ha detto il tecnico della Pallacanestro Biella -. Vittoria importante. I miei complimenti a tutti, soprattutto a Luca Pollone. Riflessione? Abbiamo perso tre partite di fila e non ho capito alcuni toni.. Ricordo che non siamo la Virtus Bologna né per ambizioni né per organico. La squadre deve poter perdere. Almeno come a Siena, dove abbiamo perso dopo un tempo supplementare. Ecco perché non capisco certi commenti e certe analisi che ho letto da parte degli addetti ai lavori... Guardando al basket, certi giudizi, mi sono parsi quanto meno anomali».