21 agosto 2017
Aggiornato 21:30
Cultura a Biella

Prorogata la mostra sui gioielli del Torrione

Oltre 500 stampe litografiche dell'Ottocento, rimangono ancora in esposizione nello spazio della Fondazione Cassa di Risparmio

BIELLA - Ha riscosso un buon interesse da parte del pubblico la mostra «Santi in casa. Le stampe devozionali della collezione Torrione» allestita presso lo Spazio cultura della Fondazione cassa di risparmio di Biella e inaugurata lo scorso 26 novembre.

La mostra
Realizzata in collaborazione con il Santuario di Oropa l'esposizione ha permesso di far conoscere al pubblico un’ampia selezione di stampe litografiche dell’Ottocento (ma qualcuna è anche più antica) tratta dalla collezione donata nel 2011 al Santuario dai coniugi Carlo e Angiolina Torrione. Si tratta di una raccolta unica nel suo genere di oltre cinquecento quadri, quasi tutti di soggetto religioso, con relativa cornice d’epoca, che Carlo, appassionato collezionista, aveva ricercato con certosina pazienza e acquisito nell’arco di tutta la vita, anche grazie alla collaborazione con vari antiquari. Gran parte di essi furono prodotti dalle principali case litografiche torinesi, attivissime nella seconda metà dell’Ottocento, tra cui le più famose sono Verdoni, Doyen, Cordey e Benedetto Torrione.

Piccola storia della litografia ottocentesca
La litografia, inventata alla fine del Settecento in Baviera, aveva sostituito in pochi anni le antiche tecniche incisorie su legno e rame, forte del suo basso costo ottenuto grazie a tirature quasi illimitate. Destinatari soprattutto i ceti più umili, spesso analfabeti, per i quali il «messaggio iconografico» delle stampe era un’interessante alternativa ai testi sacri. A differenza dei dipinti dei grandi artisti, realizzati per committenti raffinati e quindi con soggetti complessi e portatori di significati talvolta criptici, le incisioni ottocentesche si concentravano infatti perlopiù su episodi universalmente noti delle Sacre Scritture, rappresentati con tinte forti e quasi melodrammatiche, oppure sulle figure dei santi più popolari, protettori di determinate professioni manuali e destinati quindi a essere esposti nei luoghi di lavoro. Si trattava nella maggior parte dei casi di opere molto semplici, ingenue, stampate su carta non di pregio, spesso acquerellate a mano. Riprendendo un’antica tecnica che risaliva al Quattrocento, quando le immagini devozionali (in genere legni) erano colorate con tinte all’acqua, i litografi ottocenteschi usavano l’acquerello in modo molto appariscente, rendendo la stampa brillante e lucida con una pennellata di gomma arabica proprio in omaggio al gusto popolare.Le stampe non solo si vendevano nelle botteghe degli editori, presso i Santuari e in occasione di eventi religiosi o fiere paesane, ma erano diffuse ovunque dai venditori itineranti.

La collezione Torrione
Circa la metà del materiale donato riguarda un centinaio di Santi e Sante verso i quali si rivolgeva maggiormente la devozione popolare. I più raffigurati sono San Giuseppe e San Giovanni Battista, seguiti da Sant’Antonio da Padova, San Luigi Gonzaga, Santa Maria Maddalena, Santa Teresa e Santa Rosa da Lima. La restante parte dei quadri di tema sacro raffigura invece Maria (con una trentina di immagini della Madonna di Oropa), Gesù o episodi della sua vita, i Sacri Cuori di Gesù e di Maria (da soli o insieme) e santuari italiani e stranieri con le rispettive icone. Considerata la peculiarità della collezione che, dopo la chiusura della mostra, sarà comunque in parte visibile presso il Santuario di Oropa, si è deciso di prorogarne l'esposizione di qualche settimana, approfittando della disponibilità della vetrina di Spazio cultura; la mostra sarà dunque ancora visiabile da lunedì a venerdì 10.30-12.30 / 16-17.30 fino a venerdì 27 gennaio.