2 giugno 2020
Aggiornato 15:30
Cronaca Biella

Restaurato mobile di Oropa

È di nuovo in sede il manufatto ligneo dell'Ottocento delle Figlie di Maria, grazie all'opera degli studenti di Città Studi

BIELLA - Un nuovo restauro, effettuato dagli studenti del Mac (mestieri d’arte contemporanei) di Città Studi, ha permesso ad un manufatto ligneo di pregevole valore di proprietà delle Figlie di Maria del Santuario di Oropa, di ritrovare il suo originario splendore.

Il progetto
Il percorso si inserisce nel più vasto progetto di promozione e valorizzazione del patrimonio artistico e storico del territorio che il Mac persegue da anni e che ha visto gli studenti dei corsi di restauro di manufatti lignei antichi impegnati a più riprese in importanti e complessi percorsi di recupero di beni del patrimonio artistico del territorio biellese. 

Cantieri scuola
Una vera e propria opera di sensibilizzazione verso le tematiche del restauro e del mantenimento dei beni artistici, attuato all’interno di corsi di formazione che si trasformano in Cantieri scuola, come nel caso dell’intervento di recupero condotto per il mobile settecentesco proveniente dal Santuario di Oropa. 

Il restauro: la formazione incontra l'artigianato di qualità
Un restauro che si è avvalso dei più moderni metodi di studio e conservazione dei manufatti lignei antichi e che ha rappresentato non solo un’appassionante occasione di apprendimento per gli allievi, ma che si è inserito ancor di più in un generale progetto di valorizzazione degli antichi mestieri che il Mac di Città Studi promuove mettendo in rete il mondo della formazione con quello del restauro e dell’artigianato di qualità. Sicuramente un esempio di sinergie culturali e un modello gestionale da cui trarre spunto. Alla consegna del mobile erano presenti il rettore del Santuario Don Michele Berchi, gli amministratori Can. Giovanni Panigoni e Paola Aglietta, il segretario generale Oliviero Girardi, Suor antonietta delle Figlie di Maria, Patrizia Maggia responsabile del Mac e il maestro restauratore Enrico Salino.