26 ottobre 2021
Aggiornato 03:00
Tessile

Pitti Filati 80, i biellesi tra tradizione e high-tech

Apre i battenti a Firenze l’appuntamento internazionale dei filatori. 109 espositori, 13 i brand che rappresentano il distretto di Biella

FIRENZE -  Le anteprime sulle tendenze per la Primavera/Estate 2018 passano da qui, Pitti Filati è tappa obbligata per capire fin da adesso ciò che sfilerà sulle passerelle tra qualche mese e quanto si vedrà nelle vetrine tra più di un anno. Da oggi, 25 gennaio, fino a venerdì 27, Fortezza da Basso ospita l’appuntamento internazionale di riferimento per i filati per maglieria, con 109 espositori e un pubblico di buyer, operatori e designer in arrivo da tutto il mondo.

I «magnifici 13»: i filatori biellesi in fiera
Pitti Filati è la casa delle aziende storiche dell’eccellenza della filatura su scala internazionale, un punto di riferimento ormai tradizionale per i produttori più autorevoli, una vetrina che non rinuncia, però, al suo ruolo di laboratorio di ricerca e osservatorio per le tendenze lifestyle del futuro. Stilisti e buyer provenienti dai marchi più importanti del fashion business in cerca di ispirazione e spunti creativi si riuniscono intorno alle collezioni dei brand più affermati . In  un panorama così dinamico non possono mancare i biellesi. Certo la compagine si è assottigliata rispetto al passato, ma accanto alla predominante pratese o più in generale toscana, spiccano nomi come Botto Poala, Botto Giuseppe, Zegna Baruffa Lane Borgosesia, Loro Piana, Di.Ve’, Filatura di Pollone, Lane Cardate, Tollegno 1900 e Lana Gatto, Gruppo Tessile Industriale e il trittico Biella Yarn, Safil e HF Filati, tutti riconducibili al Südwolle Group.

La prime anticipazioni, da Tollegno 1900 a Zegna Baruffa Lane Borgosesia
I biellesi puntano su performance estreme, high-tech e materie prime, al solito ineccepibili. A partire da Tollegno 1900 che mette in campo una «total collection», ovvero un progetto unitario in cui si fondono i tre stili di casa Tollegno la neonata «Performance #24hourworkandleisure», Luxury e Classic: «In un’epoca fatta di complessità e sovrastrutture – spiegano vertici aziendali - noi tendiamo alla semplificazione, consapevoli che la forza di un prodotto sia il prodotto stesso. La distinzione tra linee diverse cede il passo ad una sola collezione il cui centro sono i singoli filati». Protagonista è la Lana Merino extrafine che veste la stagione calda sia nella sua versione più pura al 100% Lana, sia in abbinata ad altri prodotti esclusivi come seta, viscosa e cashmere. È una collezione funzionale quella proposta, invece, da Baruffa e Botto Poala, in cui primeggia il lato performante, con il comfort di filati ingualcibili, freschi e antimacchia.

Le tre anime di Pitti Filati
The Passenger è il tema di questa 80a edizione, dedicata al viaggio e a tutti i viaggiatori. Il viaggio inteso come tempo da dedicare a noi stessi e agli altri, per conoscere e conoscersi, come libertà di poter essere e fare, oltre i confini e i ruoli del quotidiano. In questo percorso la moda ricopre un suo ruolo, in termini di messa a fuoco della personalità, dove entra in gioco proprio lo spirito di ricerca creativa tipico di Pitti. In tal senso la fiera mette in campo uno Spazio Ricerca con un progetto espositivo a tema, e due sezioni parallele al Padiglione Centrale in cui espongono i filatori. «KnitClub» è l’area che vede protagonisti i maglifici di qualità, con una selezione qualificata di aziende capaci di interpretare le volontà tecniche e creative dei visitatori del salone. «Fashion At Work» riunisce espositori italiani e stranieri impegnati in consulenze stilistiche, progettazione punti e prototipi, stampa su maglia, macchine per maglieria, bottoni e minuterie, accessori e passamanerie, ricami e applicazioni, tintorie e finissaggi, quaderni di tendenza e bureaux de style, sistemi di codifica del colore, sistemi software per il disegno o la confezione.