9 dicembre 2019
Aggiornato 11:30
Vercelli

Pizzaiolo vero simula furti falsi

Nei guai perché denunciava alle forze dell'ordine reati mai avvenuti nei suoi locali

VERCELLI - Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha scoperto e denunciato all’autorità giudiziaria per simulazione di reato, G.A., pizzaiolo di 38 anni, con precedenti per reati contro la persona, originario della provincia di Asti e per un breve periodo domiciliato in questo centro dove aveva gestito due pizzerie.

I fatti
Più nello specifico, dal 2013 al 2015 e per ultimo lo scorso anno, l’uomo si era presentato diverse volte  presso questa Questura per denunciare alcuni furti a opera dei «soliti ignoti», nel corso dei quali gli erano stati asportati dai vari locali che gestiva, buona parte delle attrezzature utilizzate per il suo lavoro. Iniziate le dovute indagini, è balzato agli occhi degli investigatori della Squadra Mobile che il pizzaiolo continuava ad utilizzare il telefono cellulare di ultima generazione sebbene fosse stato indicato nell’ultima denuncia presentata, come asportato tra i suoi effetti personali. Ciò ha portato a sospettare che anche l’attrezzatura denunciata come rubata in realtà era ancora nella sua disponibilità; non a caso veniva accertato che aveva abbandonato le sue attività qui nel vercellese per gestire un nuovo locale altrove. Infatti lo «sfortunato» pizzaiolo, si era nel frattempo trasferito in un paesino alpestre, in Provincia di Verbania, ai confini con la Svizzera dove aveva riaperto una nuova attività.

L'attività investigativa
L’inaspettata visita che gli agenti della mobile vercellese sono andati a fargli in quel luogo così remoto, è servita per dimostrare che la sua esperienza a Vercelli non lo aveva abbandonato; infatti grazie al decreto di perquisizione emesso dalla locale Procura, nel nuovo locale sono stati rinvenuti, oltre al cellulare in questione,  parte dell’attrezzatura dichiarata rubata, il cui rimborso gli era già stato corrisposto dalla compagnia assicuratrice a cui prudenzialmente si era rivolto. Le conclusioni della vicenda si sono rivelate pertanto ben diverse dai progetti che il pizzaiolo si era prefissato, facendolo finire nei guai.