21 novembre 2019
Aggiornato 20:00
Giustizia

Anche il Tribunale di Biella è a rischio paralisi

La riforma della magistratura onoraria porterebbe più danni che vantaggi, oltre a costi insostenibili. Il giudice Pietro Brovarone: «Una follia. Per questo andrò a Roma il prossimo 16 febbraio a manifestare con i colleghi davanti alla sede del CSM».

BIELLA - Tornano a protestare i magistrati onorari, dopo l'annunciata riforma del loro ruolo. Una riforma che, se andrà in porto, causerà anche a Biella il blocco delle udienze. Infatti i vice procuratori onorari ed i giudici onorari potranno lavorare solo un giorno a settimana, invece dei cinque come fanno oggi. La decisione verrebbe presa attraverso alcune deleghe che seguono un decreto del 2016 e che avrebbe effetti devastanti anche dal punto di vista economico del Paese, oltre che giudiziario, dopo che l'Europa ha contestato all'Italia di utilizzare troppo queste figure, senza dare loro il giusto inquadramento economico. Così, guadagnerebbero 1200 euro mensili per appena quattro giorni di lavoro al mese, sempre che lo Stato trovi i soldi.

L'analisi ed il commento
«Una follia - commenta il giudice onorario Pietro Brovarone di Biella, della segreteria nazionale Federmot (Federazione nazionale magistrati di tribunale) - che non trova ragioni. A Biella il nostro impegno quotidiano permette ai colleghi togati di svolgere i loro compiti. In nove ci occupiamo di udienze civili e penali, di quelle davanti al giudice di pace, della volontaria giurisdizione, delle esecuzioni mobiliari e delle tutelari. È vero che sarebbe previsto un incremento dell'organico. Ma a questo punto non avrebbe senso. Soltanto spese in più per lo Stato. Per questo andrò a Roma il prossimo 16 febbraio a manifestare con i colleghi davanti alla sede del Consiglio superiore della magistratura, da cui dipendiamo. Inoltre è prevista un'astensione dal lavoro. Questa riforma, se andasse in porto, metterebbe tutti i tribunali in ginocchio».