23 giugno 2018
Aggiornato 08:00
Cronaca | Cronaca biellese

Ladro d'oro finisce in manette

Silvio De Colombi, conosciuto sul territorio per i suoi trascorsi criminali, è finito al centro di un'indagine della Guardia di Finanza di Torino

BIELLA - Non è bastato muoversi in modo accorto, senza utilizzare cellulari bensì chiamando i suoi contatti da cabine telefoniche, a Silvio De Colombi per sfuggire a un'indagine condotta dalla Guardia di Finanza torinese che ha portato all'arresto di una decina di persone e al sequestro di beni per qualcosa come sei milioni di euro.

L'indagine
Il nome di Silvio De Colombi, nomade di origini sinti, residente del Canavese, è legata al territorio per tutta una serie di episodi criminali e controlli da parte delle forze dell'ordine. Diverse volte era stato sorpreso nel basso Biellese con attrezzi da scasso e non è escluso, pertanto, che l’oro rubato in zona possa essere finito nel meccanismo di riciclaggio scoperto dalle fiamme gialle.

Precedenti
Tutto era partito dal capannone della "Ciancio Gianluca srl", di Torino, dove il titolare avrebbe raccolto l’oro portato dai ricettatori al fine di renderlo legale. La ditta, essendo specializzata nel trattamento di metalli non ferrosi, era ideale per fondere l’oro e ridurlo a verghe aurifere da rivendere a commercianti del settore a prezzo di mercato. In questo modo, secondo gli investigatori, sarebbe stato possibile ricettare 800 chili d’oro in pochi mesi. Ma quell’oro non esisteva. Arrivava senza documentazione di accompagnamento e doveva uscire nello stesso modo. Ed ecco l’idea: una ditta con sede in Ungheria fatturava le vendite agli acquirenti finali, come la ditta di Arezzo dove i finanzieri hanno sequestrato 20 chili di «verghe» d’oro. Il materiale veniva pagato con bonifico internazionale sul conto della società ungherese, da dove si trasformava poco tempo dopo in contante.