22 settembre 2021
Aggiornato 07:00
Economia

Ricchezza, Biella (ancora) sopra la media nazionale

Dati nazionali sui redditi, ancora bene il capoluogo provinciale; la piccola Vallanzengo a 28.719 euro, Pollone supera i 23 mila e Valdengo i 22. Nella vicina Burolo d’Ivrea si dichiarano più di 32mila euro

BIELLA – Negli ultimi giorni spadroneggia sui media il comune di Basiglio, incoronato dai dati del Ministero dell’Economia come il più ricco d’Italia. Alle porte di Milano, nella patria della berlusconiana Milano 3, il reddito pro capite arriva alla bellezza di 43.737 euro. Al netto del caso specifico vale la pena dare un’occhiata a  come se la passano, invece i comuni biellesi. Mica male, stando alle statistiche, specie quelli di «piccola taglia».

A Biella città il reddito supera la media nazionale
Biella e dintorni, infatti, vanno controtendenza rispetto ai dati nazionali, che vedono crescere il reddito in maniera direttamente proporzionale al numero di abitanti di una zona. Insomma, in linea generale è più facile guadagnare bene ed avere un reddito alto se si vive in città, specie in quelle con più di 250 mila abitanti. Dalle nostre parti, invece, non è così. Partiamo dal reddito medio nazionale, che si assesta a quota 20.690 euro, Biella città con i suoi 33.590 contribuenti se la cava bene e sfiora i 22 mila euro (per la precisione 21.972), contro un dato medio nazionale di fascia che resta sotto i 19 mila.  Ma la vera sorpresa arriva da alcuni piccoli centri, di quelli che non t’immagini.

Outsider tra i piccoli centri Pollone, Valdengo e Vallanzengo
Secondo i numeri del Ministero, elaborati poi comune per comune dal sito Twing, nei centri sotto ai 5 mila abitanti si dichiarano in media 16.969 euro, ma nel Biellese, come pure nel vicino Vercellese le cose vanno un po’ meglio. Partiamo dagli outsider: Pollone, con i suoi 1.592 abitanti supera di buon grado i 23 mila euro (23.374), Valdengo se la cava quasi altrettanto bene, con un reddito medio di 22.086 euro, ma stupisce sopratutto il microscopico Vallanzengo, 28.719 euro di reddito medi per i 74 residenti. Alla faccia dei dati sui piccoli comuni, e anche dei malcapitati (è il caso di dirlo) abitanti di Gurro, nel Verbano e di Val Rezzo e Cavargna nel Comasco, i tre centri più poveri d’Italia, quasi altrettanto piccoli ma meno fortunati con rispettivamente 217, 173 e 227 anime e redditi medi per 6.952, 6.031 e 5.470 euro.

Nel vicino Eporediese Burolo tocca i 32.702 euro
Caso ancora più unico quello di Burolo, comune alle porte di Ivrea storicamente scelto come residenza da diversi imprenditori e con una zona commerciale abbastanza fornita, che arriva ad un reddito medio di 32.702 euro. Dando ancora una scorsa ai numeri biellesi, si vede come nel sud della provincia ci si attesti in genere un po’ al di sotto della media nazionale, tra i 17 e i 19 mila euro, con due felici eccezioni su Viverone, che sfiora i 20 mila e Verrone che li supera. Leggermente sottotono l’ormai ex industriale Trivero a quota 20.541 e Cossato che si ferma a 19.422. Va detto, infine, che il Piemonte è quarto in classifica generale, superato solo da Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna, e nel caso del Biellese la prosperità attuale si presume più legata alla nota parsimonia piemontese che non ad una fiorente situazione economica locale. Fanalini di coda Puglia, Molise e Calabria.