9 dicembre 2019
Aggiornato 11:30
Industria e territorio

Patrimonio industriale, come rivalutarlo

A Cittadellarte si parla di musei d’impresa, comunicazione 2.0 e casi di successo. L’Emilia Romagna fa scuola con «Motor Valley»: storie d’impresa, progetti e iniziative «a tutto gas»

BIELLA – Come rendere fruibile e appetibile al pubblico l’archeologia industriale che fa ormai parte della storia e del tessuto sociale di diverse aree italiane? Se ne parla nel capoluogo laniero giovedì 30 e venerdì 31 marzo, grazie al convegno nazionale «Strategie di rigenerazione del patrimonio industriale. Heritage telling, creative factory, temporary use, business model» organizzato dagli ordini degli Architetti e degli Ingegneri di Biella, dal DocBi, dal Centro Interdipartimentale di innovazione ICxT dell'Università degli Studi di Torino, dal Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e dall’Università degli Studi di Padova.

Heritage telling: il museo d’impresa racconta
Un titolo complesso ed uno stuolo di partner, per un argomento caro al Biellese, in quanto terra di manifattura forte di un’eredità industriale che ben si presta a nuove interpretazioni. Non per niente il convegno porterà in città alcune case history di rigenerazione del patrimonio nate da collaborazioni e sinergie tra pubblico e privato che hanno portato alla creazione di centri di valorizzazione culturale e turistica industriale. Una delle formule più usate è quella dei musei d’impresa, divenuti ben presto strumento aziendale e parte di network allargati con una fruibilità pubblica. Un esempio di successo passa sotto il nome di «Motor Valley», e unisce eventi, itinerari e progetti a tema motoristico ideati e voluti all’interno di un unico network dalla regione Emilia Romagna.

Archivi d’impresa, archeologia industriale e comunicazione 2.0
Un museo d’impresa può nascere in due modi: come atto di puro mecenatismo o come strumento straordinario di valorizzazione al contempo dell’azienda e del territorio. Le nuove tecnologie narrative proposte da Internet ben si prestano. Chiedono contenuti frequenti, almeno giornalieri, e gli archivi aziendali da questo punto di vista sono una specie di pozzo senza fondo, dal quale si può attingere con notizie, curiosità, cenni storici, immagini e così via. I precedenti illustri ci sono già, basta pensare al fascino delle narrazioni di brand come Ferragamo, Martini, Alessi, Peroni e Barilla.

Le occasioni per il patrimonio industriale biellese
La due giorni fa seguito al convegno del 2014 «Patrimonio e paesaggio industriale dalla tutela allo sviluppo. Prospettive e modelli per itinerari di conoscenza, conservazione riuso e valorizzazione», che si proponeva di fare un punto sul tema del rinnovamento delle aree urbane ed extra urbane a forte connotazione industriale in cui il processo di deindustrializzazione ha determinato una profonda metamorfosi ancora in atto. Riprendendone le fila, come spiega Gelsomina Passadore, presidente dell’Ordine Architetti P.P.C. della Provincia di Biella: «esperti del settore e studiosi di fama internazionale racconteranno le esperienze di successo messe in campo in altre realtà e porranno l'attenzione sul nostro patrimonio industriale e culturale per formulare nuove ipotesi di rilancio».  L’appuntamento troverà spazio nella cornice dell’ex Lanificio Maurizio Sella e dell’ex Lanificio Trombetta oggi Cittadellarte. «Non si parlerà solo di ciò che possediamo e possiamo valorizzare, ma soprattutto delle modalità concrete per farlo» chiosa Passadore.