18 giugno 2019
Aggiornato 14:30
Sordevolo

«Emergenza sociale, giusto ospitare immigrati... E poi qui servono soldi»

Carlotta Cernigliaro spiega la decisione che tanto sta facendo discutere, in paese, ma non solo, per la dimora storica di famiglia. E lancia una frecciata al sindaco Lunardon

SORDEVOLO - Carlotta Cernigliaro proprietaria della dimora storica del paese, oggetto di polemiche per la futura presenza di un centro per immigrati (la storia), ha scritto questo messaggio, sulla sua pagina personale, che spiega una decisione che sta facendo discutere tutto il Biellese. E al sindaco Lunardon che si è dichiarato contrario (la presa di posizione) replica con durezza.

Scelta legittima
«Da sempre portiamo qualità dove non c'è. La nostra è un'ospitalità verso questa attuale emergenza epocale. La dimora ha molti spazi disponibili, nel contempo ha bisogno di molti interventi di conservazione e restauro di cui la Soprintendenza non può più farsi carico. Questa operazione assolve in modo completo a diversi mandati governativi in un'etica di civiltà democratica e responsabile. La nostra è un'operazione ponderata e fa seguito a molte altre analoghe realizzate in passato che hanno suscitato entusiasmi nella popolazione biellese - e non - che ci ha sempre amato e supportato. Nulla è cambiato e nulla cambierà nell'organizzazione delle nostre attività pubbliche e private. Questo avverrà se il nostro Comune vorrà capire che l'operazione progettata non solo è legittima, ma qualificante in tutti i sensi».

Braccio di ferro?
«Perchè non è stata concordata con il Comune di Sordevolo? Perchè per concordare bisogna dialogare e il dialogo sincero non è prerogativa dell'attuale giunta. Ci siamo attenuti alle istruzioni del nostro sindaco che anni fa, alla richiesta di poter sorvegliare sul paesaggio dai belvedere della dimora, ci ha espressamente richiesto di non mettere il naso negli affari del Comune. Nonostante questo noi siamo sempre pronti e aperti ad ogni collaborazione e sinergia. La nostra è un'operazione necessaria poichè utile alla collettività, un'opportunità di crescita per tutti, attraverso un'esperienza umanitaria. Ci auguriamo vivamente che anche in questa avventura sociale, nobilitante, i biellesi siano al nostro fianco e credano in noi come hanno sempre dimostrato».