22 ottobre 2017
Aggiornato 11:30
Torino

Sì al turismo nudista in Piemonte, la Regione dà l'ok al regolamento

La Commissione turismo promuove la mappatura di siti e di aree idonee. Nel mondo, si calcolano circa 20 milioni di praticanti

TORINO - Nel mondo il turismo naturalista significa, circa, 20 milioni di praticanti. In Italia i praticanti sono meno rispetto a paesi quali la Francia, ma in significativa crescita. Secondo un recente studio si tratterebbe di circa 500 mila persone all'anno, che frequentano spiagge o siti riservati. L'argomento comunque è stato trattato, nei giorni scorsi, in Commissione turismo della Regione Piemonte. I consiglieri alla fine hanno votato in modo favorevole al regolamento regionale numero 21 del 2015, che individua zone isolate (sia pubbliche sia private) da mappare quali indicate per zone turistiche riservate ai naturalisti.

La legge
La legge del 2015 era stata pensata per evitare che potessero nascere situazioni imbarazzanti con conseguenti sanzioni. Un modo per mettere ordine, insomma, sulla materia. Sinistra e Libertà, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico quindi unificarono tre proposta per definire le norme del cosiddetto «turismo naturista».

Cosa succede?
In pratica ora l'ente pubblico o il proprietario privato indica un'area (in autonomia) dove è possibile accogliere o meno turisti naturalisti. Ovviamente l'intero sito dovrà essere dotato di segnaletica specifica e di regolamento, esposto. Inoltre dovrà essere garantita una sorta di controllo della sicurezza e del rispetto delle regole dei frequentatori.