2 giugno 2020
Aggiornato 17:30
Curiosità

Lo sapevate che nel Biellese esistono più di 150 varietà di mele?

Una coltivazioni che ha origini antichissime. Per moltissimo tempo questi frutti sono sono stati fondamentali nella dieta del nostro territorio e tantissime sono le ricette che le vedono protagoniste

BIELLA - Lo sapevate che nel Biellese, esiste un patrimonio considerevole di vecchie varietà di mele (oltre 150 )? La coltivazione delle mele autoctone del Biellese ha origini antiche. Il consumo di mele accompagna anche momenti particolari di festa (ad esempio, feste paesane) nonché piatti tradizionali. Queste erano utilizzate anche per la produzione del succo di mele preparato secondo una metodologia che vanta una tradizione plurisecolare durante le feste di paese, come, ad esempio avveniva a Sagliano Micca (Biella). In quelle occasioni, si portava in piazza un torchio e si effettuava la torchiatura della frutta in presenza della popolazione. Il succo, consumato immediatamente dagli astanti, accompagnava fumanti caldarroste.

Qualche nome
Il Pum d’la biula: questa varietà di mela è diffusa nel biellese centro-occidentale. La buccia è liscia, sottile, un po’ untuosa e presenta marezzature e/o striature di colore rosso vivo. Ha, tra le caratteristiche, numerose ed evidenti lenticelle di colore biancastro. La polpa è di colore bianco-verdastra, succosa, di consistenza tra il sodo ed il croccante, con sapore gradevolmente acidulo ed è poco profumata. La Pum d’la biula è una delle mele più caratteristiche per forma, colore e conservazione. Il Dosc piàt, una pianta diffusa nel biellese occidentale. I frutti hanno una forma appiattita. La buccia è liscia, piuttosto coriacea con una caratteristica macchia rossa all’insolazione. Le lenticelle sono poche, evidenti e regolari. La polpa ha una consistenza soda, lievemente succosa, ha un sapore dolciastro ed è leggermente profumata. E’ caratterizzata da un retrogusto che ricorda il sapore delle spezie ed ha un colore bianco puro. Si può ritenere che la diffusione di questa mela sia partita dal Comune di Mongrando o, comunque, dalla Valle Elvo. E’ ottima sia cruda che cotta. Il Piatlin: varietà di mele diffuse nel biellese centro-occidentale. In alcune zone della Serra queste mele sono conosciute come Piatarlini. I frutti hanno una forma appiattita. La buccia, di colore rugginoso, tra il verdastro ed il bronzato, è rugosa, grinzosa, bitorzoluta e si contraddistingue per essere particolarmente sottile. Le lenticelle sono numerose e visibili con una lente. La polpa, leggermente profumata, ha una consistenza croccante, succosa con sapore lievemente acidulo, aromatico ed un gusto spiccato tra nocciola e mandorla. Questa mela è una tra le più caratteristiche mele del biellese. La forma particolare e l’aroma la rendono unica ed inconfondibile. Il Rigadin Piantassùn si tratta di una varietà di mele diffusa nel biellese occidentale. La buccia, untuosa al tatto, ha una base di colore giallo intenso striata di rosso violaceo; essa è abbastanza spessa e mediamente coriacea. Le lenticelle sono poco evidenti e regolari. La polpa, intensamente profumata, ha una consistenza soda, è succosa con sapore acidulo ed ha un colore bianco puro. E’ una delle mele più profumate ed è uno dei frutti che sono stati salvati dall’estinzione. Il Pum d’aràm è diffuso nel biellese orientale. La buccia, lievemente cerosa su un lato è liscia, sottile e rugosa e, dalla parte dell’insolazione assume una colorazione rugginoso-ramata. Le lenticelle sono numerose, evidenti, regolari e non areolate. La polpa, gradevolmente dolce verso la buccia e piacevolmente acidula verso l’interno, ha una consistenza croccante e succosa. Il Dosc dur è diffuso nel biellese occidentale. La buccia è liscia e spessa ed ha un caratteristico sapore amarognolo. Le lenticelle sono evidenti, irregolari, areolate e poco numerose. La polpa ha una consistenza sodo-compatta, abbastanza asciutta ed un sapore dolce ma con poco gusto e profumo, era utilizzata in cucina per la preparazione di un piatto tipico ormai quasi dimenticato: rape, salsiccetta e mele. Il Partùs diffuso nel biellese occidentale. La buccia è liscia e piuttosto sottile e le lenticelle, visibili solo con la lente, sono poco evidenti, regolari ed areolate. La polpa ha una consistenza croccante e succosa con sapore acidulo ed ha un colore da biancoverdastro a bianco-creama. Queste mele erano coltivate per la sua lunga conservazione. Non è raro, infatti, trovare nei mesi di marzo-aprile mele che, cadute dall’albero e non raccolte, si trovano in perfetto grado di conservazione. Il Ruzg-nént o rizgiulént diffusa nel biellese centro-occidentale. La buccia è rugosa, lievemente bitorzoluta, rugginosa uniforme e mediamente sottile. Le lenticelle sono poco numerose, scarsamente evidenti ed areolate bianco su bruno. La polpa, di sapore gradevolmente acidulo ed aromatico, ha una consistenza croccante e succosa ed un colore bianco-crema. La mela Ruzg-nént o Rizgiulént è, tra le mele acidule, una delle migliori da forno. E’ conosciuta anche come Arzgulent, Ad La Pel dal Babi, Renette D’Ungheria, ecc. e fa parte della grande famiglia delle ruggini.

La ricetta
Con le mele sin dall'antichità si produce la mostarda, una salsa tipica della cucina biellese che non ha nulla a che vedere con le salse piccanti a base di senape che per un francesismo vengono definite mostarde. La mostarda di mele biellese è un condimento fluido, scuro, aromatico, dolce, con sfumature acidule, che accompagna per tradizione bolliti e paletta; si accosta con originalità a formaggi locali di vacca o di capra, è perfetta con la polenta o spalmata sul pane e diluita con l'acqua diventa una bibita dissetante molto gradevole. In tempi antichi quasi tutte le famiglie cuocevano in casa questa salsa, di cui facevano grande consumo anche perchè poteva conservarsi inalterata a lungo. Una lunga e paziente cottura (circa 12-18 ore) è necessaria per concentrare, senza aggiunta di zucchero, il succo ottenuto dalla spremitura delle mele, la cui qualità è determinante per ottenere un prodotto dal giusto sapore e dal corretto tenore zuccherino.