17 agosto 2017
Aggiornato 11:30
Economia

Danni ingenti per l'agricoltura a causa del gelo nel Biellese

La Coldiretti di Biella e Vercelli ha diramato nei giorni scorsi un comunicato il cui ribadisce la necessità di prendere misure in aiuto delle aziende agricole danneggiate

Le viti del Lessona al gelo (© )

BIELLA - «E’ opportuno che la Regione richieda al Governo il riconoscimento dello stato di eccezionalità in seguito all’ondata di maltempo che ha duramente colpito l’agricoltura delle nostre due province». Inizia così, con il monito di Paolo Dallarole, il comunicato diramato dalla federazione Coldiretti di Biella e Vercelli.

La colonnina di mercurio sotto lo zero
Dal 19 e 20 aprile, come noto, un’ondata di gelo e maltempo ha infatti imperversato sul territorio, facendo precipitare, anche sotto lo zero, la colonnina di mercurio, con un vento che ha continuato a calare impetuoso dalle Alpi alla pianura. Il presidente della Coldiretti, fa proprie le richieste regionali di Coldiretti Piemonte, già sollecitate all’assessore all’agricoltura Giorgio Ferrero. Alla Regione, prosegue Dellarole, chiediamo «di mettere in atto, contemporaneamente, delle misure che consentano alle imprese di far fronte sia alla fase di ripristino sia al mancato reddito derivante dalla minor capacità produttiva. Questo perché, dalle verifiche che i nostri tecnici stanno effettuando, anche se al momento non è ancora possibile quantificare definitivamente i danni, sta emergendo come il mal tempo dei giorni rischi di provare pesanti ricadute economiche sui comparti toccati».

Le zone danneggiate
I danni alle strutture sono a macchia d’olio, così come quelli ai vigneti, in particolare nella zona del Bramaterra e nelle zone basse dove si raggiunge il 100% dei danni, tra Masserano, Brusnengo, Lessona e Roasio. Colpite anche i territori più pianeggianti e umidi di Gattinara, dove si produce l’omonima e pregiata Docg. Anche il Basso Biellese è stato interessato dal gelo in particolare le aree dell’Erbaluce di Caluso Docg, tra Viverone e Roppolo, cui si aggiunge la zona di Cavaglià (colpita non solo nei vigneti, ma anche nei frutteti). Danneggiate anche le coltivazioni di kiwi nelle due province. Oltre al vino gravi danni hanno subito anche piante da frutto e ortaggi, compresi quelli in serra che, visto il caldo degli ultimi giorni, si trovavano già ad uno stato avanzato di vegetazione. Ripercussioni anche per gli apicoltori delle nostre due province poiché il vento, unito alla siccità, sta danneggiando la fioritura dell’acacia. 

Necessarie misure tempestive
«E’ necessario fornire in tempi rapidi, quindi, delle risposte concrete agli imprenditori – sottolinea il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – per cui è opportuno valutare di riconoscere un anticipo dei premi annuali, relativi alla Domanda Unica ed alle misure a superficie del Psr, oltre ad attivare immediatamente misure, come quella del credito di conduzione, utili a far fronte ai danni subiti dalle aziende. Continueremo a monitorare la situazione per arrivare a determinare l'ammontare complessivo dei danni e a sostenere con formule idonee le nostre imprese». A preoccupare, conclude la Coldiretti interprovinciale «è il repentino capovolgersi del tempo con i cambiamenti climatici in atto che in Italia si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi anche con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate anche da grandine con pesanti effetti sull’agricoltura dei nostri territori, che si sono acuiti negli ultimi anni».