17 agosto 2017
Aggiornato 11:30
Biella

«Risolta l'ennesima grana. E in autunno al via i lavori della strada»

L'orgoglio del presidente provinciale Ramella Pralungo, dopo la sentenza che impone ai progettisti della tangenziale di Graglia di pagare per il crollo avvenuto nel 2006.

La strada ed il presidente della Provincia di Biella, Emanuele Ramella Pralungo (© )

BIELLA - Un risarcimento danni di oltre 440 mila euro. A pagarlo dovranno essere i professionisti che hanno progettato la famigerata tangenziale di Graglia, franata nel 2006 pochi mesi dopo essere stata inaugurata. Un episodio che ha creato, nel tempo, infinite polemiche. Il gruppo di progettazione della tangenziale, di cui facevano parte gli ingegneri Andrea Perratone e Luca Girelli e il geologo Brunello Maffeo, dovrà pagare i danni attraverso le rispettive assicurazioni.

I fatti
Il tratto di strada dopo il disastro non era mai più stato riaperto, rappresentando una delle vicende più assurde del nostro territorio, tra disagi e inefficienza. Nel 2011 la Provincia di Biella, proprietaria della strada, di fronte a palesi problemi strutturali riscontrati, ha chiesto conto ai progettisti, rivolgendosi all'autorità giudiziaria. Per la realizzazione della strada, l'ente biellese aveva ricevuto importanti contributi regionali. Ora la sentenza del Tribunale di Biella, con effetto immediatamente esecutivo anche se è probabile che i progettisti facciano ricorso.

I lavori, in autunno
«Abbiamo ereditato una grana e l'abbiamo risolta, l'ennesima - dice con orgoglio il presidente provinciale, Emanuele Ramella Pralungo -. Ci fosse stato buon senso dall'altra parte, avremmo anche concluso questa vicenda ben prima. Peccato. Pazienza. Noi comunque la strada la rimetteremo a posto, a prescindere da questi soldi». Il numero uno dell'ente di via Sella, infatti, spiega: «Nel prossimo bilancio, in discussione tra maggio e giugno, è previsto lo stanziamento per aggiustare la strada. I soldi necessari li avevamo trovati, a prescindere dalla vicenda giudiziaria. Costi? Credo intorno ai 700 mila euro. Spero che in autunno possa aprire il cantiere e, tempo permettendo, in breve tempo risolvere il disagio e chiudere per sempre questa brutta storia».