21 agosto 2017
Aggiornato 23:30
Sociale

Raggio verde gestirà il castello confiscato alla camorra

Sarà la cooperativa biellese ad occuparsi, insieme ad una cordata di associazioni del castello di Miasino sul lago d'Orta. Da tempo l'edifico storico era sotto sequestro e finalmente presto potrà riaprire.

BIELLA – Sarà la cooperativa Raggio Verde e gestire il castello di Miasino sul lago d'Orta, gioiello architettonico confiscato alla camorra. La cooperativa biellese si è aggiudicata il bando regionale con un progetto che la vedeva capofila di un un gruppo di associazioni culturali e sociali, tra cui spicca la «Banda Biscotti», cooperativa che produce biscotti nel carcere di Verbania.

Una splendida struttura
Il castello di Miasino, inserito in un parco di oltre quattro ettari ha una superficie di 1.830 metri quadrati, a cui si aggiungono la casa del custode, la serra e un garage. Fatto costruire tra il 1867 e il 1889 dal marchese Paolo Solaroli, avventuriero a cui pare si ispirò Salgari per il suo Yanez de Gomera, è da tempo un’apprezzata location per manifestazione e matrimoni. Attività queste sinergiche con quella di catering che è diventata uno dei punti di forza del Raggio Verde, che all’importazione e vendita di alimenti e prodotti equo e solidali ha aggiunto negli anni l’apertura di sei negozi a Cossato, Borgomanero, Borgosesia, Novara, Cannobbio e Bellinzago Novarese, raggiungendo un fatturato di circa un milione e ottocentomila euro.

La vicenda
Acquistato negli anni Ottanta dal boss della camorra Pasquale Galasso, arrestato nel 1992, il castello era stato prima sequestrato e poi, nel 2007 confiscato in via definitiva, anche se fino al febbraio del 2015 la gestione era ancora di competenza una società legata alla moglie del camorrista Grazia Galise. Soltanto dopo l’ordine di sgombero arrivato dall’agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia, la Regione Piemonte ha potuto chiederne l’affidamento, poi concesso nel febbraio dello scorso anno. La riapertura ufficiale è prevista per l’estate.